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giovedì 13 giugno 2024
 
Tradizioni antiche
 

L'almanacco Barbanera, amico dell'ambiente e memoria del mondo Unesco

15/12/2020  Nelle pagine del Calendario Lunario e dello storico Almanacco che vantano due secoli e mezzo di vita, buone pratiche, utili consigli e pillole di ottimismo

Ricette, consigli per orto e giardino, rimedi per stare bene, buone pratiche per la vita domnestica: L'Almnacco di Barbanera è molto di più di un calendario, ma un un compagno giorno per giorno con tante indicazioni pratiche e buone notizie, L’Almanacco più celebre e longevo d’Italia risale al 1762 ed è anche “Memoria del Mondo” UNESCO. 

Tra le pagine dell’Almanacco Barbanera, sfogliandolo mese dopo mese: suggerimenti per la casa, la famiglia, l'orto e il giardino, per uno stile di vita sostenibile e consapevole, in armonia con i cicli delle stagioni e la natura, tra buone pratiche, accortezze bio e nuove sensibilità. E poi il meteo e le feste, i proverbi e i fenomeni celesti, perché è la luna, che accompagna le nostre attività: calante o crescente, sarà lei a dirci quando seminare e interrare i bulbi, iniziare le potature verdi o imbottigliare i vini dolci o secchi. Barbanera oltre che Almanacco è anche un  Calendario Lunario con le consuete pillole di saggezza e buoni consigli.

La sua storia
Barbanera nasce in Umbria, a Spello, in un complesso rurale del XVIII secolo di circa 7 ettari certificati bio, che ospita la sede editoriale con la redazione - in un antico bachificio completamente ristrutturato - la Fondazione Barbanera 1762 - un archivio storico con oltre 50mila documenti antichi di cui 13mila almanacchi, calendari e lunari da tutto il mondo - e l’Orto giardino delle Stagioni - uno scrigno prezioso di biodiversità, firmato dal paesaggista Peter Curzon, dove convivono e dialogano in armonia, tra fontane e pergolati, semi e ortaggi rari o in via d'estinzione, frutti di archeologia arborea, fiori ed erbe officinali. Perché dopo la stampa del primo lunario in foglio ad opera di Pompeo Campana di Foligno, in molti cercarono di impossessarsi della paternità del Barbanera con prodotti simili per forme e contenuti tra cabale, pronostici e notizie agricole e geografiche. I lunari, che da fogli da appendere al muro divennero con il tempo libretti tascabili, riscossero un tale successo che tutto l'Ottocento fu caratterizzato da controversie legali tra i vari "Barbanera" che da più parti d’Italia dichiaravano  di essere l'originale.  
Certo è che, viaggiando per fiere e mercati, il Barbanera per lungo tempo ha contribuito all’unificazione culturale e linguistica d’Italia, in un momento in cui era l’unico "libro" ad entrare nelle case, con le sue immagini della luna e le previsioni del tempo, che era poi quello che più contava per una coltivazione di successo. 
Sarà solo nella prima metà del Novecento che la casa editrice Campi, nata a Foligno nel 1892, acquisirà in esclusiva il marchio Barbanera. Grazie ai venditori ambulanti e ai cantastorie, il Barbanera continuò quindi ad attraversare la penisola italiana insieme ai fogli divulgativi che raccontavano “fattacci” di cronaca, “miracoli”, “pianeti della fortuna” e canzoni. Con l’arrivo della radio, nel 1939 i fogli volanti con i testi delle canzoni divennero “Il Canzoniere della Radio”, da cui prese le mosse negli anni ’50 del XX secolo “TV Sorrisi e Canzoni”, pubblicato dalla Campi fino al 1980. 

Ambientalista per vocazione
Ambientalista per vocazione, il Barbanera tramanda buone pratiche e suggerisce un più sano e sostenibile rapporto con la Terra già da secoli, quando l’ambiente non era ancora un problema emergente per l’umanità. La stessa coltivazione biologica, che ancora oggi si pratica nell’Orto giardino delle stagioni, si affida ad antichi gesti sostenibili e rispettosi dell’ambiente, così come la scelta di stampare con inchiostro a base naturale su carta proveniente da foreste reimpiantate, rendono più credibile quello che le pagine dell’Almanacco ci raccontano in ogni mese dell’anno. 

La Fondazione Barbanera 1762 e la valorizzazione della cultura almanacchistica
La Fondazione Barbanera 1762 nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare la grande tradizione almanacchistica europea, che ha in Barbanera il suo più autorevole erede e continuatore. A partire dallo studio dei documenti conservati presso l’Archivio Storico (oltre 50mila tra lunari, almanacchi e altre testimonianze di editoria popolare dal XVI secolo ad oggi), si occupa della diffusione delle virtù di una tradizione attenta a interpretare i segni del tempo, che si ispira a uno stile di vita in armonia con le stagioni e che guarda al rapporto tra cielo-terra-uomo e al saper fare come quotidiano esercizio al buon vivere.

2015, Barbanera “Memoria del mondo” Unesco
Nel 2015 l'UNESCO ha accolto la Collezione di almanacchi Barbanera, conservata a Spello presso la fondazione Barbanera 1762 (precisamente 356 pubblicazioni tra almanacchi a libretto e lunari da parete pubblicati dal 1762 al 1962), nel registro “Memory of the World”, il programma che censisce e tutela i principali patrimoni documentari dell'umanità come, per fare qualche esempio, l’alfabeto fenicio, la Sinfonia n° 9 di Beethoven, i film dei Fratelli Lumiere e il Diario di Anna Frank.
Il personaggio: Barbanera il filosofo saggio
Erudito, astronomo, eremita, filosofo passato alla storia per la saggezza e per le sue previsioni, Barbanera visse a Foligno nel 1700, quando il confine tra astronomia e astrologia, dottrina e buosenso popolare non era ancora così ben delineato. Tra realtà e leggenda, questa misteriosa figura di saggio dalla folta barba nera diede alle stampe il suo primo lunario nel 1762. Da allora la sua fama crebbe di giorno in giorno travalicando i confini regionali, fino a divenire calendario e almanacco italiani per antonomasia.

www.barbanera.it
 

 
 
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