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L'Amica geniale: una saga che crea dipendenza

26/02/2015  Il ciclo de "L'amica geniale", con i quattro romanzi di Elena Ferrante, è davvero avvincente. Piace soprattutto a un pubblico femminile e una volta terminato lascia un grande vuoto a chi si è fatto rapire dalla emozionante trama e dalle sue indimenticabili protagoniste.

«L'ho finto! E adesso che faccio?»,  così si sente  il lettore che tanto ha amato un romanzo da cui si è sentito rapito. E tale sensazione di vuoto e di nostalgia sembra pervadere i numerosi che hanno divorato il ciclo, ormai ahimè concluso, de L'amica geniale (dal titolo della prima "puntata") della misteriosa autrice Elena Ferrante, cui seguono Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta  tutti editi da E/O.  

Una lettura che crea dipendenza. Quattro romanzi che alcuni fortunati hanno potuto leggere uno di seguito all'altro perché ne hanno scoperto l'esistenza quando erano ormai tutti già pubblicati. Mentre altri hanno cominciato dal successo del primo (2011), e  hanno dovuto attendere pazientemente l'uscita, scadenzata, dei capitoli seguenti (2012, 2013, 2014).  Affrontando un'attesa difficile perché, una volta immersi in quel mondo così ben raccontato, conquistati  dalle intricate vicende, risulta davvero doloroso staccarsi da Raffella Cerullo ed Elena Greco, le protagoniste. Che conosciamo bambine sui banchi di scuola, agli inizi degli anni '50, nel loro "rione" a Napoli.  Le vediamo poi lottare per poter studiare oltre le elementari e fare scelte diverse, in cerca di libertà e indipendenza, come sposarsi a 16 anni con un buon partito o frequentare il liceo classico. Le vediamo innamorarsi di uomini sbagliati (quasi tutti), diventare, mogli, madri, donne di successo, donne di potere o intellettuali impegnate. Le vediamo affrontare la malavita, i padroni ingiusti e violenti, l'incomprensione delle madri e della famiglia, la malattia fisica e quella mentale. Le vediamo desiderare e poi  amare e maltrattare i loro figli. Trasformarsi da brutte a bellissime e poi ancora brutte, da povere a ricche, da giovani a vecchie.

E poi, terminata l'immersione totalizzante nella piacevolissima lettura, noi ammiratori della Ferrante (un nutrito gruppo a maggioranza femminile), orfani dei personaggi di cui abbiamo condiviso l'immaginaria esistenza, entriamo naturalmente a far parte di un gruppo di mutuo aiuto per discutere e interpretare le vicenda, gli uomini e le donne. Nascono fazioni: chi preferisce la popolana, fiera e temibile Lina (Raffaella Cerullo)  che non ha mai abbandonato  il rione, chi Lenù (Elena Greco) che ha tentato di andarsene, ha avuto successo e ha cercato di emanciparsi dalla povertà, dall'ignoranza, da Napoli. Ci si chiede chi tra le due è l'"amica geniale"? Chi la più forte. Chi la più debole? Chi la più crudele? E che dire di Nino Serratore? Una vera carogna o un uomo pieno di fascino proprio perché carogna? Ma il malavitoso Michele è capace di amare. Perché l'irreprensibile Pietro non è un buon marito? E gli Airoldi sono dei borghesi illuminati o degli insopportabili snob... Insomma chi ha letto i romanzi potrebbe parlarne per ore.

E' recente, a consolazione degli adepti de L'amica geniale, la notizia che presto questa avvincente parabola umana diventerà una serie Tv prodotta dalla Fandango in collaborazione con Rai Fiction. Ecco allora lo spunto per una nuova e interessante fonte di discussione: chi interpreterà Lina, Lenù, Nino, Michele, Pietro e tutti gli altri? 

Per fortuna. Perché sappiamo quanto sia difficile, dopo averci vissuto, abbandonare il rione. Non solo per Raffaella ed Elena. Anche per noi infaticabili lettori.

IL LIBRO

  

L'amica geniale di Elena Ferrante, su Sanpaolostore.it

La natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne. I buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero

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