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L'anima e il corpo dopo la morte

28/08/2012 

Secondo il catechismo dopo la morte l’anima sarà accolta dal Signore, mentre il corpo dovrà attendere la fine dei tempi. Ma com’è possibile se nel Regno dei cieli non esistono né tempo né spazio? E una vita dove il corpo è separato dall’anima, non sarebbe una vita depauperata?

Annamaria - Bolzano

La sua obiezione rappresenta una vera difficoltà anche per la teologia più raffinata e aggiornata. Si tocca con le sue parole uno dei problemi più delicati dell’intera escatologia, che coinvolge anche opinioni e dottrine relative all’antropologia. Quella che lei ha esposto rappresenta la teoria tradizionale, che si può benissimo continuare a seguire e a insegnare.

Sulla cosiddetta escatologia intermedia (quella che va dalla morte alla fine dei tempi) c’è oggi una fioritura di opinioni, fra le quali c’è anche quella della cessazione della durata, da lei prospettata.
Ma l’eternità delle creature è paragonabile all’eternità di Dio? La teologia scolastica, fra l’eternità e il tempo, ammetteva una durata intermedia, che consentiva il cambiamento e il passaggio da un prima a un poi. Oggi si fa strada, con qualche difficoltà, la possibilità di una risurrezione immediata nella morte. Si continua a rovistare nel mistero.

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