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lunedì 02 agosto 2021
 
i fatti del 2020
 

Il tempo più difficile della nostra storia

31/12/2020  La pandemia ha dominato il 2020, ma non sono mancati gli avvenimenti epocali emersi dalla coltre del contagio globale. Al centro l'immagine di papa Francesco nella piazza San Pietro deserta: «Signore, non lasciarci in balia della tempesta»

Avevamo salutato questo 2020 senza troppo entusiasmo. Gennaio è stato dominato dalla Brexit, con la ratifica di Westminster dell’accordo di recesso dall’Unione europea. L’ennesimo mattone che veniva giù dal sogno di costruzione europea. Due giorni dopo Capodanno Trump dava l’ordine di eliminare Qasem Soleimani, il popolarissimo capo delle unità speciali delle Guardie rivoluzionarie iraniane, responsabile degli attentati agli Stati Uniti e del rapimenti di migliaia di iracheni. Un eroe o un criminale di guerra, a seconda che lo si guardi da Oriente o da Occidente. Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, nella provincia cinese di Wuhan, popolata quanto l’Italia intera, moriva il primo contagiato dal virus Sars-coV-2, frutto del salto di specie da un pipistrello a un uomo. Era l’inizio di una pandemia globale.

L’incubo del virus si materializza a metà febbraio. Il “paziente uno”, oggi guarito, si materializza a Codogno, crescono i contagi, si riempiono gli ospedali e le terapie intensive. Bergamo diventa terra di calvario, ma anche di eroi e martiri caduti nell’assolvere la propria missione, a cominciare da medici e infermieri. In tutta Italia si svuotano le piazze, si ferma la vita sociale, la gente esce sui balconi per ringraziare chi sta in trincea. I camion militari che attraversano la città nella notte con i feretri della gente di questa terra commuove il mondo e dà tutto il senso di una tragedia. Un’altra immagine che sigilla quest’annus horribilis  sarà quella del papa in una piazza San Pietro deserta, sotto una pioggia leggera e un cielo di nuvole grigiastre. «Signore, non lasciarci in balia della tempesta». Il grido di Francesco, davanti al Crocifisso della peste, commuove il mondo.

La pandemia ha ricoperto come una coltre questa dodici mesi, ma anche nel 2020 ogni tanto affioravano altri eventi. Il mondo cercava di andare avanti nonostante tutto, facendo emergere le sue miserie e le sue speranze. Le Frecce Tricolori sorvolavano le città per ridare fiato alla speranza e all’orgoglio, da Codogno a Venezia. Silvia Romano veniva liberata il 10 maggio e riabbracciava i genitori, avvolta.  Il silenzio e la solitudine è la cifra di molte immagini ufficiali. Come quella di un presidente della Repubblica che depone una corona di fiori, il due giugno, davanti all’altare della patria.  Non si fermano nemmeno gli sbarchi a Lampedusa, soprattutto a luglio, mentre il mondo ha tempo di accorgersi che nell’isola greca di Lesbo è stato allestito un campo profughi della vergogna,.

E a proposito di speranza, a Genova, a quasi due anni dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi viene inaugurato il nuovo viadotto progettato dal grande architetto genovese Renzo Piano, simbolo della rinascita e della resilienza italiana. Non c’è dubbio che il Covid, tra le poche cose positive, abbia rafforzato negli italiani il loro senso di unità nazionale, di solidarietà, guidato da medici e infermieri, il cui altissimo contributo di vittime è come in tempo di guerra: 263 medici (di cui 94 di medicina generale) 70 infermieri. A questi dobbiamo aggiungere 121 sacerdoti e cappellani morti nell’esercizio della loro missione, spesso nei reparti di terapia intensiva. Agosto si apriva con Beirut sconvolta da un’esplosione che provoca 220 morti, 7 mila feriti e 300 mila sfollati. A settembre la scuola prova a ripartire, ma si ferma poco dopo, almeno per quanto riguarda le secondarie, per via dei contagi che avvengono soprattutto sui mezzi pubblici. Funerali quasi di Stato per Willy Monteiro Duarte, il ventunenne di origine capoverdiana di Colleferro ucciso dalla furia bestiale del branco solo perché era intervenuto per sedare una rissa e difendere un amico, insignito della medaglia d’oro al valor civile. Rimarremo impressionati dal dramma di Zanardi e verremo segnati dalla dipartita di numerosi personaggi dello spettacolo come Ezio Bosso, il premio Oscar Ennio Morricone, Sean Connery e Stefano D’Orazio. La passerella degli Stati Generali a Villa Pamphili, cui partecipano i Grandi dell’Occidente, è un esempio di vetrina della politica. 

La scena sembra essere presa dai vari dpcm del premier  Giuseppe Conte per gestire la pandemia. A settembre molti scendono in piazza contro le restrizioni. Ci penserà la seconda ondata a placare gli animi. Il 20 settembre si svolge il referendum sulla sforbiciata ai parlamentari, che registra un’incredibile partecipazione nonostante i rischi di contagio. Oltre 17 milioni di italiani votano si alla riduzione da 945 a 600 del numero dei rappresentanti di Camera e Senato. Le elezioni americane, con la vittoria di Joe Biden, si prende l’ultimo spicchio di questo 2020 prima che il morbo riprenda il sopravvento. Ci piace chiuderlo con un ultimo evento:la firma dell’enciclica che papa Francesco firma ad Assisi il 3 ottobre. Non possiamo non sentire il bisogno di diventare fratelli nell’amore, consapevoli che non ci salveremo, se non insieme. Il messaggio della “Fratelli tutti”.

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