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mercoledì 08 luglio 2020
 
 

«L'applauso di ieri ci voleva. Senza le famiglie il Paese va a scatafascio»

04/05/2020  Emma Ciccarelli, vicepresidente Forum delle associazioni familiari, non ha dubbi sul protagonismo delle famiglie italiane. E commenta con preoccupazione il ruolo delle donne mamme in questo momento di emergenza: «Senza aiuti, rischiamo di vaporizzare le conquiste degli ultimi cinquant'anni»

Emma Ciccarelli al centro con il marito e i figli: Davide, 27 anni, Maria Francesca 24, Alessandro 19 e Lorenzo 14.
Emma Ciccarelli al centro con il marito e i figli: Davide, 27 anni, Maria Francesca 24, Alessandro 19 e Lorenzo 14.

È stato un applauso sentito, festoso e commosso quello di ieri dai balconi di mamme, papà, figlie e nonni. Le famiglie che in questi mesi faticosi hanno portato sulle spalle il peso di una realtà completamente stravolta, la gestione dei figli, la didattica a distanza, il pensiero economico. Per non parlare dei nonni che hanno dovuto rinunciare alla vicinanza dei figli e dei nipoti o di chi ha perso i propri cari. Anche Emma Ciccarelli, 55 anni, vicepresidente Forum delle Associazioni familiari promotore del falshmob #graziefamiglie, ha atteso con entusiasmo quel momento insieme ai suoi quattro figli e al marito Pier Marco: «Abbiamo preparato lo striscione da appendere sul palazzo, invitato la gente ad affacciarsi e messo la musica perché fosse festa».

 

Un applauso che ha attraversato tutta l'Italia: che dice di ieri?

«Ci siamo fatti un applauso e le famiglie erano entusiaste e contente. Come Forum abbiamo coinvolto le Diocesi e i loro Vescovi. C'era voglia, ma anche bisogno di farsi forza dopo questi mesi di cattività, tutti pigiati nelle case e chiamati a fare tutto, compreso trattenere le emozioni».

 

Un po' avvilente che l'applauso ve lo siate dovuti fare da soli...

«Quello voleva essere proprio il segno, facciamoci un applauso da soli perché siamo consapevoli che se non ce la facciamo noi va tutto a scatafascio»

 

E il Governo che supporto dà alle famiglie?

«Il ministro Bonetti crede in quel che dice, ma l'assegno unico ancora non si vede... Siamo delusi perché, malgrado tutte le promesse, l'assegno unico rimane una chimera e ci sono sempre motivi per rinviarlo. Un assegno che non è solo una misura economica, ma anche una risposta di giustizia sociale perché riconosce i carichi familiari dei lavoratori. Così facendo non si riconoscono alle famiglie le responsabilità che hanno prendendosi cura delle famiglie e degli anziani. Non è lo stesso dare 600 euro a un single o a una persona che vive con due figli e una moglie. È una violazione anche delle norme costituzionali; l'articolo 36 lo dice chiaramente: «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa».

 

Oltre alle famiglie e ai minori, tra i dimenticati anche le donne... Non sarà un caso se il 75percento di chi rientra al lavoro oggi è uomo

«Quello delle donne è un capitolo preoccupante. Rischiamo che rinuncino al lavoro per prendersi cura dei figli e di vaporizzare così le conquiste di questi ultimi 50anni. Proprio oggi ho ricevuto il messaggio di una mamma che diceva: “Lo smart warking è solo caldeggiato, il bonus babysitter mi è stato assegnato e riconosciuto, ma non ci posso pagare la mia babysitter perché era già assunta. Ma avendo fatto questa richiesta, ora non posso più richiedere il congedo parentale perché erano alternativi”. Ma dove vogliamo andare. Manca un confronto con le parti sociali. E pensare che la famiglia ha un ruolo pubblico per eccellenza: sostiene l'economia, la demografia,... ».

La demografia: ci affacciamo un anno che sarà tremendo...

«Per come il lavoro sta preoccupando gli italiani ci sarà una battuta d'arresto, così anche per tutti quei ragazzi che hanno dovuto parcheggiare i loro sogni... Penso a chi si doveva sposare e ha rimandato. Tra dicembre e gennaio vedremo gli effetti: o avremo risultati ben più gravi di quelli di ora o prevarrà la presa di consapevolezza delle cose più belle della vita e la voglia di investire nella genitorialità».

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