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domenica 28 novembre 2021
 
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Se l'arte scivola su una buccia di banana

09/12/2019  Alla fiera d'arte di Miami l'opera di Cattelan, da 120 mila dollari, viene mangiata dall'artista David Datuna. "Ma l'arte contemporanea con le sue performance, ormai, è totalmente inutile", commenta il critico Enzo Di Martino

La banana “Comedian” di Maurizio Cattelan esposta a Miami e la sua fine, tra i denti dell’artista americano David Datuna? Hanno un senso artistico? Celano un messaggio culturale? O è solo una merenda vitaminica? Per il critico d’arte contemporanea Enzo Di Martino, storico della Biennale di Venezia, se c’è un messaggio è debolissimo. “Questa vicenda mi ha confermato la fragilità e la totale inutilità in generale dell’arte contemporanea, perché oramai non affronta più come aveva sempre fatto finora in tutta la storia, i grandi temi che riguardano l’uomo e i grandi interrogativi che ne attraversano l’esistenza”, è stroncante il critico, che interviene sull’ultima provocazione che ha coinvolto l’opera del dissacrante artista padovano “Comedian”, esposta nella galleria francese Perrotin, durante la grande fiera d’arte contemporanea Art Basel  Miami: una banana vera appesa al muro da un pezzo di nastro adesivo grigio, venduta subito per 120 mila dollari, che l’artista georgiano/americano Dadiv Datuna, sabato scorso, ha staccato dalla parete e ingerita a favore di smarphone e telecamere.  “L’arte che si nutre dell’arte”, ha commentato ironicamente il performer statunitense che si dice ammiratore dell’artista italiano.  

“Pur essendo Cattelan  uno degli artisti più intelligenti in circolazione, e alcune sue provocazioni siano interessanti, come il suo celebre “dito”  di marmo davanti alla Borsa di Milano, la banana è così debole come gesto artistico che per dargli un minimo di forza occorre legarlo alla “performance” di Datuna”, osserva ancora il critico d’arte. “E ciò indipendentemente  dal fatto che la mangiata dell’artista americano sia stata un’operazione combinata o no con Cattelan, come qualcuno sospetta”, ma che Datuna ha subito negato.

Insomma siamo alla… frutta della new-pop art, come qualcuno ironizza?  L’arte “divora” l’arte, come qualche altro sentenzia? o c’è  qualcosa da salvare?  “Un tempo i gesti d’avanguardia di Man Ray o di Marcel Duchamp resistevano per la loro forza intrinseca, avevano bersagli ben precisi, una loro fondatezza”, risponde Di Martino. “Oggi non più. Anzi, tra non molto le nostre opinioni su personaggi come Jeff Koons (l’icona americana della cosiddetta corrente artistica neo-pop, ndr) saranno ridimensionate, perché  presentano un’arte senza alcuno spessore dal punto di vista intellettuale e culturale. Ma i valori oggi, si sa, li fa il mercato e non più i giudizi di noi cosiddetti critici. Tutto ciò, tuttavia  ci porterebbe lontano”. Molto oltre lo “spuntino” iconoclasta di un affamato artista.

Ci rimane una curiosità: se l’acquirente del “capolavoro giallo” abbia o menorecuperato almeno la buccia, visto il prezzo sborsato per l’intero frutto.   

 

  

 
 
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