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mercoledì 08 luglio 2020
 
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L'assegno da 55 miliardi del governo per ripartire. Ma per le famiglie solo qualche briciola

13/05/2020  Via libera al decreto Rilancio. Per le famiglie un bonus baby sitter di 1200 euro e poco altro. De Palo: "Il governo non ha ascoltato il grido di dolore dei nuclei familiari, specie quelli con i figli"

«C'è un Paese in grande difficoltà: quella di oggi è la manovra per fronteggiare questa fase che contiene delle premesse perché questa fase di ripartenza possa concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale». Così il premier Conte davanti agli italiani nell’annunciare il suo piano per il rilancio dell’economia del Paese in ginocchio. Un assegno di circa 55 miliardi, come due manovre economiche. Basteranno? Di certo è che per le famiglie c'è solo qualche briciola.

«Per i lavoratori le risorse sono cospicue, sono pari a 25,6 miliardi di euro. Introduciamo misure di rilancio e sostegno alle imprese per orientare l'economia ad una pronta ripartenza, c'è anche il reddito di emergenza per le fasce che hanno bisogno di una maggiore protezione e tagliamo 4 miliardi di tasse». Conte ha poi snocciolato tutti i provvedimenti. Una lunga lista di “bonus”, incentivi e sgravi fiscali, dai 600 euro per gli autonomi (con un prossimo ristoro di mille euro) alla cassa d’integrazione per 4,6 milioni di lavoratori. Ci sono poi 1,4 miliardi per università e ricerca e l'assunzione di 4000 nuovi ricercatori.

«Confidiamo di erogare gli ammortizzatori ancora più speditamente di come accaduto fino ad adesso. Non ci sono sfuggiti i ritardi e cerchiamo di rimediare. C’è poi per la sanità un intervento cospicuo, pari a 3 miliardi e 250 milioni». Corposo, secondo Conte, anche il pacchetto turismo con un bonus di 500 euro per chi ha un reddito Isee inferiore a 40 mila euro per andare in vacanza. La prima rata Imu è abbonata per alberghi e stabilimenti balneari. Ristoranti e bar potranno occupare suolo pubblico non pagando la Tosap anche grazie alla collaborazione con Anci.

Il decreto Rilancio stanzia "6 miliardi" per gli indennizzi alle imprese «che fatturano da zero a 5 milioni di euro e che hanno avuto un calo di fatturato del 33%, sostanzialmente la totalità» commenta il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli al termine del Cdm. C’è anche il bonus baby sitter da 1200 euro, spendibile anche per chi manda i figli ai centri estivi. Forse è un poco per parlare di sostegno alle famiglie.

A dar voce allo scontento delle famiglie è il presidente del Forum delle associazioni familiari Gigi De Palo. “Il presidente del Consiglio Conte non aveva ancora finito di rispondere alle domande post-conferenza stampa sul ‘dl rilancio’ e già avevamo ricevuto centinaia di messaggi di famiglie preoccupate e stanche. Non è così che si rilancia il futuro del Paese, evidentemente il Governo non ha ascoltato il grido di dolore dei nuclei familiari, specie quelli con figli. Ma restare sordi a questi bisogni vuol dire non rendersi conto della gravità della situazione”. 

“Fino a oggi siamo stati molto collaborativi e comprensivi con l’esecutivo – prosegue De Palo –, ma dobbiamo registrare che nessuna delle nostre proposte, tutte peraltro ampiamente sostenibili, concrete e di buon senso, è stata accolta: non c’è nessun assegno straordinario per figlio, il congedo parentale è ancora fermo al 50 per cento, il contributo per gli autonomi continua a non tenere in considerazione i carichi familiari e la presenza di figli a carico, come peraltro neppure il reddito di emergenza. Nessuna risposta adeguata per le politiche di conciliazione lavoro-famiglia, né per i bisogni scolastici dei nostri figli o per le scuole paritarie. Rimane, preoccupante, la discriminazione fiscale delle famiglie. Di 80 miliardi di euro stanziati in deficit che peseranno sulle spalle dei nostri figli e nipoti, tra questo e il decreto precedente, ai nuclei familiari resta poco o nulla”.

“Probabilmente il Governo sa che i 26 milioni di famiglie italiane, che hanno saputo rispondere senza polemiche e con responsabilità alle misure di contenimento per l’emergenza sanitaria, non possono scioperare e, nonostante tutto, dovranno continuare a fare gli ammortizzatori sociali di un Paese che sembra non volerle vedere. Ci spiace molto, ma ci teniamo a sottolineare come il messaggio, lanciato dal presidente Conte, secondo cui aiutando i lavoratori si aiutano automaticamente le famiglie non sta in piedi. Dobbiamo prendere atto che il nostro non è un Paese a misura di famiglia”, conclude De Palo.

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