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L'assurdità di un sistema ferroviario che si affida a una telefonata

13/07/2016  E' sconvolgente che lo Stato non garantisca standard di sicurezza uguali per pubblico e privato. Eppure è proprio così. Ed è l'unica causa certa della tragedia di Andria.

La retorica delle privatizzazioni vorrebbe che liberalizzare e privatizzare - senza eccezione - fosse garanzia di modernità. Ma questo è un falso mito. Se c'è una causa certa della tragedia ferroviaria di Adria, “una tragedia inammissibile” come ha detto il capo dello Stato Mattarella, è stata la mancanza di sistemi adeguati di sicurezza da parte della società privata che gestiva il traffico su quella tratta a binario unico. Lo ha confermato anche il ministro delle Infrastrutture e Trasporti nella sua informativa alla Camera: “La sicurezza della tratta coinvolta dall'incidente è regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all'uomo la gestione ed è tra i sistemi meno evoluti e più a rischio di regolazione della circolazione ferroviaria”.  Se il personale di macchina è assistito dalla tecnologia, il Sistema di controllo marcia del treno (Scmt) interviene fermando il treno (ad esempio se per errore passa con il rosso).

Proprio così. Inutile ragionare sull'esistenza del binario unico (presente in 15 mila chilometri in tutta Italia, da Nord a Sud) o sugli eterni mali del Mezzogiorno. La causa principale dell'incidente in Puglia è stata la sconcertante mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria. In quella tratta viene ancora usato il cosiddetto "blocco telefonico", cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. Come è possibile che nel 2016 si affidi la vita dei passeggeri e del personale ferroviario a una telefonata? La risposta è semplice. Proprio perché la società cui si dà in concessione il servizio non può permettersi il sistema automatico di blocco, previsto invece per il trasporto ferroviario gestito dallo Stato. Proprio così, non sempre privato è bello. Tanto è vero che lo Stato con il più alto numero di incidenti ferroviari è l'Inghilterra che ha una rete tanto antica quanto privatizzata (e uscire dall'Europa, che imponeva regole di sicurezza ed erogava fondi strutturali, non le farà bene).

Ma tornando in casa nostra, che lo Stato italiano non imponga standard di sicurezza uguali per tutti i gestori, pubblici e privati, è assolutamente sconcertante. Sarebbe come permettere - se ci è permesso l'esempio -  che a in una scuola parificata non si studi Leopardi e Manzoni. Ora il ministro promette nuovi fondi per la sicurezza stradale e standard adeguati. Ma non ci volevano i poveri morti di Andria per diventare un Paese civile.

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