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domenica 17 ottobre 2021
 
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L'Eredità: il campione dei record

27/12/2020  Massimo Cannoletta ha lasciato il gioco pur essendo ancora in gara. "Ma una parte di me resterà lì", racconta in questa intervista.

Ha lasciato tutti a bocca aperta per l'ennesima volta quando la sera del 23 dicembre ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dal gioco. Aveva le lacrime agli occhi, non tanto perché gli sarebbero mancati i paroloni e i trielli, quanto per l'esperienza umana che si è lasciato alle spalle e il calore del team dell'Eredità,  il quiz di Rai Uno condotto da Flavio Insinna e prodotto da Banijay Italia, che ha conquistato con la sua sorprendente preparazione.   Dopo 51 puntate, 33 ghigliottine di cui 8 vinte, Massimo Cannoletta, 46 anni, pugliese, è entrato a pieno titolo nella rosa dei super campioni di game show. Ma più che per i numeri Massimo lascia il segno per la sua gentilezza e la sua umiltà che ha incantato tutti, compresi i compagni di gioco con cui si è confrontato e il pubblico a casa che ha imparato a conoscerlo, ad apprezzarlo e a fare il tifo per lui. La popolarità e il consenso sui social l'hanno letteralmente travolto, insieme a una pioggia di proposte di matrimonio (svariati “Sposami” recapitati su Instagram) e messaggi d'affetto anche da parte degli italiani positivi al Covid, ai quali ha regalato momenti di evasione della giornata.  

Perché ha deciso di uscire di scena? Immagino non sia solo per fare il presepe, come ha detto in trasmissione.

«Ho deciso di lasciare l'Eredità per vari motivi, innanzitutto perché ero mentalmente stanco ma soprattutto perché desideravo dare spazio agli altri partecipanti».     

Immagini di mettere in una valigia i doni ricevuti da questa esperienza. Di cosa la riempirebbe?

«Certamente mi ha fatto piacere vincere una bella somma ma i doni più belli non sono quantificabili in denaro, mi riferisco alle dimostrazioni d'affetto da parte delle tante persone che mi hanno scritto e alle persone meravigliose che ho conosciuto nel corso di questa avventura, Flavio in primis e poi tutta la squadra che è diventata la mia seconda famiglia».    

Il presepe poi l'ha fatto?

«L'ho fatto, l'ho fatto! È un presepe argentato, con poche statue e alcuni cartoncini con le parole dell'Eredità e della ghigliottina. È piccolino ma originale. In passato ho avuto più tempo e ho fatto presepi enormi con fiumi, montagne e luoghi di ristoro, osterie e locande. Qualche anno fa ho addirittura fatto un presepe ispirato al Polo Nord con un grande iceberg al posto della stalla, i ghiacci e tante lucine blu».

Un'idea originale. Sono sempre così esotici i suoi presepi? 

«Amo molto la tradizione però mi piace contaminarla con elementi di novità. Se avessi avuto più tempo, quest'anno avrei fatto un presepe ambientato su un'isola tropicale».

In genere come trascorre il Natale?

«Come dice il proverbio “Natale con i tuoi” e quest'anno più che mai l’ho trascorso con papà Michele, mia sorella Giusy, mio cognato Orlando e i miei nipoti, Giacomo e Laura. Tutti insieme raggiungiamo il numero consentito dal Dpcm! Quest'anno mi è mancato il consueto giro dei presepi viventi, una tradizione da sempre presente in Puglia. Il giorno di Natale, di solito, salgo in macchina e visito uno per uno i presepi viventi della mia zona, ognuno con la sua zona ristoro dove si degustano vino e prodotti locali. Insomma, il Natale per me è sempre stata un'esperienza molto gioiosa».

I familiari come hanno accolto il suo successo?

«Anche in questo caso con grande gioia, anche se io sono quello che si è divertito in televisione mentre loro sono rimasti a casa a rispondere alle telefonate di amici e parenti».

Qual è il regalo più bello che ha trovato sotto l'albero.

«Ringrazio la vita perché mi ha fatto molti regali. Ho avuto le mie difficoltà e ho attraversato momenti dolorosi e ora vivo con occhi straripanti di gratitudine questo regalo fantastico che è l'eredità».

In questi mesi le è capitato qualche aneddoto da raccontare?

«Proposte di matrimonio a parte, mi è successa una cosa molto particolare. Il giorno della penultima registrazione, mentre giocherellavo con i miei tre anelli, ne è caduto uno che si è infilato nell'intercapedine della pedana e non c'è stato verso di estrarlo. L'ho preso come un segno, come se una parte di me avesse lasciato fisicamente l'Eredità e un'altra parte di me fosse rimasta lì e continuasse a voler bene a tutti».

Qual è il suo rapporto con la fede?

«Diciamo che sono alla ricerca. Sono molto molto curioso di conoscere i punti di vista delle varie religioni e trovo spunti interessanti in tutte. Sono stato educato all'insegnamento cattolico e ho ricevuto tutti i sacramenti ma credo che ogni fede abbia qualcosa che possiamo sentire nostro ed io devo ancora capire quale è quella che sento più vicina a me».

Che progetti ha per il futuro?

«Il mio progetto a breve termine è quello di stare una settimana intera a casa a vedere “The crown”. Il progetto a lungo termine è quello di continuare a svolgere il mio lavoro di conferenziere e divulgatore davanti a un pubblico interessato, che sia su una nave quando si tornerà a viaggiare oppure durante un evento culturale. È questo ciò che mi rende felice, diffondere conoscenza, cultura e bellezza».

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