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martedì 09 agosto 2022
 
il commento
 

L'inaccettabile schiaffo della giustizia francese a quella italiana

30/06/2022  Accolti come reduci da una guerra che non è mai esistita, i terroristi italiani sono stati coccolati nei salotti parigini, dove si cinguettava anche in ambienti vicini ai vertici dell'esecutivo: come se da noi si fossero presi quali ospiti e adottati gli assassini del Bataclan

La Corte d'Appello di Parigi ha dunque negato l'estradizione di dieci terroristi italiani colpevoli di gravi delitti nei cosiddetti "anni di piombo": ed ecco che un doloroso peso torna a gravare sulla nostra memoria. A rileggere la storia di ciascuno di quei condannati si ritrovano, nella comune ferocia, differenti azioni e crimini; tuttavia la corte parigina, con una decisione già solo per questo scadente, ha giudicato in un unico blocco, facendo addirittura riferimento all'equo processo cui avrebbero avuto diritto. Come dire che tale processo non si è celebrato in Italia. Ora l'offesa rivolta alla giustizia italiana, da parte di quella francese che non possiede l'indipendenza piena della nostra, è segno di una invincibile arroganza che negli anni si è ripetutamente manifestata in questa vicenda. 

Accolti come reduci da una guerra che non è mai esistita, i terroristi italiani sono stati coccolati nei salotti parigini, dove si cinguettava anche in ambienti vicini ai vertici dell'esecutivo: come se da noi si fossero presi quali ospiti e adottati gli assassini del Bataclan.

Gli argomenti di diritto, comunque saranno espressi nella motivazione, sono inconsistenti e falsi dove vogliono far credere che i processi svoltisi in Italia, con fatica e difficoltà talora notevoli, non abbiano rispettato i diritti degli imputati. Forse i giudici dei nostri cosiddetti cugini francesi non si sono dati la pena di leggere gli atti, compito troppo pesante e inutile per chi è posseduto da un pregiudizio.

Alla sua base, si dice, starebbe la nota "dottrina Mitterrand", che peraltro escludeva i delitti di violenza inaccettabile. Dunque c'è qualche cosa di diverso e difficilmente superabile a sostenere la stolta pronuncia. Nel nostro Paese, a tanta distanza dai fatti, una volta avvenuta l'estradizione, si sarebbero valutate una per una le posizioni e le condizioni di ciascuno; in fase di esecuzione nessuno avrebbe rischiato trattamenti crudeli e decisioni prese in blocco come quella infelicissima della Corte francese.

È strano come un Pease che tanta parte ha avuto nelle storia della civiltà e del progresso dei diritti cada di tanto in tanto in una sorta di eccesso di orgoglio di sé, fino a peccare di superbia. Così è avvenuto in questo caso, che danneggia l'immagine della Francia assai più che la nostra, ma ferisce ancora pesantemente i familiari delle vittime e il senso di giustizia. Mentre la cooperazione politica procede strettamente in questi anni drammatici tra Italia e Francia, questa pronuncia vi si inserisce come un cuneo.

 
 
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