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sabato 20 aprile 2024
 
milano
 

L'inclusione? Per la reputazione dell'azienda è un fattore di successo

16/02/2023  Presentati a Milano i risultati della ricerca condotta da Altis Università Cattolica per Federdistribuzione. Lavoratori e clienti sono concordi: l'impresa funziona quando diventa "community"

“Inclusione lavorativa: sfide e opportunità nella Distribuzione Moderna Organizzata”, è il titolo della la ricerca che Federdistribuzione ha commissionato ad ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per analizzare lo “stato dell’arte” dell’inclusione nel settore della distribuzione. Obiettivo: sondare la percezione da parte degli stakeholder esterni e valutare iniziative a sostegno dell’inclusione nel mondo del lavoro delle aziende retail.

La mattinata ha visto anche la presentazione da parte di Petru Capatina, Founder e Ceo di WeGlad, e di Riccardo Taverna, Presidente di WeGlad, dei risultati del progetto Re-Muoviamole. Un’iniziativa settoriale di inclusione, realizzata da Federdistribuzione in collaborazione con WeGlad, start-up a vocazione sociale, che ha coinvolto i punti vendita delle aziende quali luoghi di sensibilizzazione di lavoratori e clientela per la mappatura e la segnalazione delle barriere architettoniche degli spazi cittadini, pubblici e privati.

Condotta tra marzo e novembre 2022, l’indagine ALTIS ha visto il coinvolgimento di nove direttori del personale di altrettante aziende del settore, 2.010 dipendenti e 1.679 clienti. Ne è emerso che per le imprese della distribuzione moderna l’impegno verso l’inclusione lavorativa offre diverse opportunità: l’assunzione di un ruolo a beneficio della collettività e il miglioramento continuo della qualità della vita lavorativa e dell’efficacia delle organizzazioni aziendali, con la conseguente fidelizzazione dei clienti (che genera a sua volta effetti positivi in termini reputazionali).

In particolare, per le persone che frequentano i punti vendita della distribuzione, la ricerca evidenzia come l’inclusione non significhi semplicemente annoverare all’interno delle organizzazioni collaboratori con differenti caratteristiche, quanto invece dedicare attenzione affinché tutti si sentano parte attiva del proprio contesto lavorativo. Infatti, per oltre il 94% dei clienti l’inclusione coincide con iniziative volte a coinvolgere le persone nel lavoro, indipendentemente dal genere e dall’etnia.

Per quasi il 72% dei clienti è una tematica molto importante, tanto da essere un fattore di lealtà e advocacy: quanto più un brand viene percepito come inclusivo, tanto più il cliente sarà disposto ad acquistare, recandosi nel punto vendita, e a diventarne “ambassador”, consigliandone l’esperienza per gli acquisti.

Analizzando il punto di vista di chi lavora nel settore, quasi il 63 per cento dei dipendenti si dichiara d’accordo o molto d’accordo nel definire la propria azienda un luogo dove si respira un clima inclusivo. Anche rispetto alla leadership inclusiva, i dipendenti del settore si dichiarano per il 75 per cento d’accordo sulla possibilità di proporre nuove idee al proprio responsabile. Percentuali simili mostrano la disponibilità del management della grande distribuzione al confronto in caso di problemi, l’apertura a discutere gli obiettivi prefissati ed eventuali nuove opportunità per migliorare i processi.

 «Oggi l’impresa non è solo un semplice attore economico che si adatta passivamente ai cambiamenti del mercato, ma si configura sempre di più come un attore sociale che contribuisce al benessere collettivo. Le nostre associate si impegnano costantemente a promuovere una crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro che sia dignitoso per tutti»,
ha dichiarato Francesco Quattrone, Direttore Lavoro e Affari Generali di Federdistribuzione. «Il tema dell’inclusività è da sempre un valore per le nostre associate che hanno compreso da tempo l’importanza delle persone, attivando iniziative volte a favorire le pari opportunità».

 

 
 
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