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domenica 25 settembre 2022
 
 

Charlie Hebdo, non è satira, è solo schifo

02/09/2016  Una vignetta ironizza sul sangue delle vittime del terremoto di Amatrice. Ma questa non satira e nemmeno libertà di espressione: è grottesca indecenza.

(In alto: la vignetta pubblicata dalla rivista Charlie Hebdo sui terremotati di Amatrice)


Il sangue delle vittime del terremoto di Amatrice trasformato in pomodoro, i morti paragonati alla besciamella delle lasagne. L'ultima, grottesca, indecente vignetta del "Charlie Hebdo", ormai sedicente settimanale satirico non fa ridere: suscita solo un sentimento di pena per chi l'ha disegnata. E non riusciamo nemmeno a  immaginare l'ignoto vignettista, erede dei 12 martiri trucidati una mattina di gennaio del 2014, dilungarsi sul pennello mentre ritrae, sbeffeggiandoli, i morti innocenti del sisma: uomini, donne, vecchi, bambini, tanti bambini. Insomma: uno schifo.

Questa naturalmente non è libertà di espressione, quella per la quale milioni di persone scesero in piazza dopo il massacro degli innocenti della redazione del Charlie Hebdo, del suo direttore Stéphane Charbonnier e dei suoi colleghi, ma solo la grottesca caricatura di una satira mal riuscita e gravemente offensiva. Del resto dopo la strage della redazione i nuovi numeri del periodico si erano caratterizzati per una serie di vignette di cattivo gusto (come se anche la satira non avesse dei limiti di rispetto di valori e uomini). Basterebbe citare quella in cui ritrae papa Francesco come un cane rabbioso, o quella all'indirizzo del povero bimbo Aylan morto sul bagnasciuga di Bodrum, una delle vittime dell'immigrazione ("se fosse cresciuto sarebbe diventato un molestatore"). L'insuccesso, direbbe Flaiano, ha dato loro alla testa: evidentemente per rimediare a una crisi creativa, non essendo all'altezza dei loro maestri e martiri, i nipotini della rivista hanno puntato sul cattivo gusto, sperando di suscitare clamore. Senza peraltro non dico far ridere, ma nemmeno provocare la piega di un angolo della bocca.


La vignetta pubblicata dalla rivista su Facebook in risposta al moto di indignazione per la satira sui terremotati di Amatrice.
La vignetta pubblicata dalla rivista su Facebook in risposta al moto di indignazione per la satira sui terremotati di Amatrice.

Quanto alla precisazione pubblicata su Facebook con un'altra vignetta ("non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case, ma la mafia"), essa aggiunge solo indecenza a indecenza: facile ironizzare sulle debolezze strutturali delle abitazioni se il proprio Paese è molto meno a rischio, ricadendo nei peggiori, frusti, supponenti e vuoti stereotipi dei francesi nei confronti del nostro Paese. E questi sarebbero i progressisti? Che pena. Ci sarebbe da sfilare per le strade di Parigi al grido di #Je ne suis pas Charlie Hebdo.

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