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mercoledì 01 dicembre 2021
 
CAMPANIA
 

L'ingresso di monsignor Giacomo Cirulli, nuovo vescovo di Alife-Caiazzo e Teano-Calvi

15/03/2021  Nei mesi scorsi il presule, laureato in Medicina, si è ammalato di Covid. «Il mondo non sarà più lo stesso, ma avrà sempre bisogno del Vangelo», ha detto nell'omelia.

La diocesi di Alife-Caiazzo e quella di Teano-Calvi cammineranno insieme. Unite in persona Episcopi dal vescovo, monsignor Giacomo Cirulli, che ha fatto il suo ingresso nella Cattedrale di Alife dando così ufficialmente il via al cammino del pastore con la sua nuova chiesa. Con la nomina di monsignor Cirulli si registra per la prima volta in Campania l’unione di due diocesi, un processo iniziato nel 2019. Mentre Ischia e Cerreto Sannita-Telese-S. Agata de’ Goti sono governate da due amministratori apostolici ovvero monsignor Pietro Lagnese attuale vescovo di Caserta e monsignor Domenico Battaglia arcivescovo metropolita di Napoli 

Originario di Cerignola, provincia di Foggia, il vescovo Cirulli, 68 anni, dopo la maturità classica, si è laureato nel 1981 in medicina e chirurgia presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Ha compiuto il cammino di formazione al sacerdozio nell’Almo Collegio Capranica di Roma, conseguendo il baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Nel 1984 ha ottenuto la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma. È stato ordinato sacerdote il 7 dicembre 1982, incardinandosi nella diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Tra i ruoli ricoperti quelli nell’ambito della Caritas ma anche quello di direttore dell’Associazione medici cattolici italiani. Il 14 settembre 2017 è stato eletto vescovo di Teano-Calvi, ricevendo la consacrazione il 7 dicembre successivo. 

In queste ore, invece, l’ingresso nella cattedrale di Alife dove alla  presenza di autorità ecclesiali e civili ed un numero molto ristretto di ospiti, le parole di monsignor Cirulli hanno echeggiato con forza quasi a voler rafforzare la sua missione che compie già alla guida della Diocesi di Teano: scrupoloso indagatore della Parola di Dio che interroga l’uomo sulla corrispondenza tra i suoi sogni, i progetti, le aspirazioni e quelle di Dio.

E nella sua prima omelia è stata inevitabile la domanda che provocatoriamente il pastore ha rivolto alla comunità soprattutto guardando il tempo presente caratterizzato dalla grave situazione pandemica: “Come evitare di essere solo ansiosi in attesa di riprendere il cammino di prima? Come evitare di poter riprendere l’aratro solo dove lo avevamo lasciato? Come non comprendere che dopo ci ritroveremo in un mondo diverso? Un mondo dove deve come sempre risuonare l’annuncio del Vangelo”. Alla parola del Vangelo monsignor Cirulli ha affiancato la preghiera a Maria ma anche le competenze di medico. Laureato in medicina Cirulli nei mesi scorsi ha capito da solo di essersi contagiato e di aver contratto il Covid. “Penso di aver stretto la corona del Rosario per tutto il tempo e ho sentito forte la presenza di Maria: “O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più” (dalla Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei). Ero in una condizione di orazione continua, che mi faceva sentire protetto, nonostante il corpo fosse gravato”.

Monsignor Cirulli non pensava di potersi ammalare. Ma come precisa “non è una forma di negazionismo, per un laureato in medicina sarebbe assurdo - afferma - ma quando sono arrivati i primi sintomi ho fatto di tutto per negare a me stesso che ci potesse essere la pur minima possibilità che “il mostro” mi stesse affrontando. Mi stavo dicendo delle bugie, pur sapendo che la verità potesse essere un’altra. Credo che il negazionismo ideologico faccia leva su questa paura endemica di ammalarsi e rischiare di morire. Il negazionismo, a suo modo, è un virus, anzi è il covid19 travestito da ideologia, le cui conseguenze sono incontrollabili".

Dunque con la consapevolezza effettiva della pericolosità del virus per il suo ingresso nella Diocesi di Alife - Caiazzo Monsignor Cirulli ha chiesto una cerimonia molto semplice. Ad accoglierlo i vescovi: Monsignor Orazio Francesco Piazza, vescovo di Sessa Aurunca che ha amministrato per due anni la Diocesi di Alife-Caiazzo; Monsignor Valentino Di Cerbo, vescovo emerito della Chiesa locale; Monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei; Monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta; Monsignor Luigi Renna, vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, di dove è originario Monsignor Cirulli. Poi i sacerdoti di Alife-Caiazzo, una rappresentanza di quelli di Teano-Calvi e un ristretto numero di confratelli da Cerignola. Ma anche una rappresentanza della comunità civile del territorio, escludendo – per il dovuto rispetto delle norme anti-Covid – la partecipazione delle tante persone che da tutta la Diocesi attendevano questo momento di festa. 

 
 
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