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L'Italia correrà agli Oscar con il documentario sui migranti girato a Lampedusa

26/09/2016  "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi interamente ambientato sull'isola è il titolo scelto per concorrere al miglior film non in lingua inglese.

Gianfranco Rosi. In alto: una scena di "Fuocoammare".
Gianfranco Rosi. In alto: una scena di "Fuocoammare".

FUOCOAMMARE DI GIANFRANCO ROSI AGLI OSCAR  Sarà dunque Fuocoammare di Gianfranco Rosi a rappresentare l'Italia nella corsa agli Oscar. L'Italia ha deciso di puntare su un documentario che parla di immigrazione e girato interamente a Lampedusa, uno dei luoghi simbolici dei nostri tempi. 

Fuocoammare - che, lo ricordiamo, ha già vinto l'Orso d'oro a Berlino - è il frutto di un lungo lavoro del regista, uno degli specialisti del genere documentari, già premiato per la produzione sul Grande raccordo anulare. Gianfranco Rosi ha trascorso un anno intero sull'isola per raccogliere le storie che ha poi inserito nel suo film. Storie non solo di immigrati, che raggiungono l'isola dopo aver attraversato il mare sui gommoni, ma anche della gente che vive e lavora in questo avamposto, a cui anche papa Francesco ha voluto rendere omaggio in una storica. 

Fra i personaggi che il documentario porta alla luce c'è quello di Michele Bartolo, il direttore sanitario dell'Asl locale che da trent'anni cura i cittadini dell'isola e assiste a ogni singolo sbarco, stabilendo chi va in ospedale, chi va nel Centro di Accoglienza e chi è deceduto. Un uomo che, con la sua umanità, è diventato un personaggio simbolo di tutti coloro, individui, associazioni e istituzioni, che fanno quanto è possibile per accogliere in maniera dignitosa questi disperati. 

IL DRAMMA DEI MIGRANTI A HOLLYWOOD

Ora questa realtà drammatica, restituita con bravura da Gianfranco Rosi in Fuocoammare, rappresenterà il nostro Paese nella corsa all'Oscar per il miglior film straniero. Una scelta coraggiosa da parte della nostra commissione: coraggiosa e lodevole, perché poterà ancora una vola e ancora di più questo dramma epocale all'attenzione internazionale, proprio pochi giorni dopo che Obama e l'Assemblea delle nazioni uniti hanno dichiarato che il flusso dei profughi è un problema che va gestito globalmente e con le risorse adeguate. 

Paolo Sorrentino, uno dei membri della commissione, ha espresso qualche critica sulla scelta, non certo in relazione alla qualità del documentario, quanto come scelta strategica: «Fuocoammare è un bellissimo film, ma non andava candidato all'Oscar nella categoria dei documentari. Questa scelta è un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest'anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance è Indivisibili di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare può concorrere e vincere nella categoria dei documentari».

Resta il fatto che con Fuocoammare l'Italia si presenterà al più importante premio cinematografico con un lavoro di grande qualità che guarda dritto in faccia la realtà dei nostri giorni. Come ha detto Gianfranco Rosi alla notizia della candidatura, questo film è di tutti e insegna che costruire barriere rende prigioniero chi le edifica. 

Fuocoammare verrà trasmesso in prima visione su Rai3 lunedì 3 ottobre in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione .

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