Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 23 maggio 2024
 
 

L'Italia degli incapaci

19/12/2013  Un serial killer gira indisturbato per le strade del Paese dopo un permesso premio. Il direttore del carcere dice di non sapere che era un pluriomicida. Decine di famiglie bloccate in Congo non riescono a tornare a casa con i loro figli adottivi. E ancora l'eterna vicenda dei due marò, il caso Shalabayeva…la settima potenza mondiale sembra essersi trasformata in una repubblica delle banane.

Ci sono notizie che messe una in fila all’altra rendono la fotografia di un’Italia che se ne sta andando a gambe all’aria, congelata in un rimpallo di responsabilità, nel gioco eterno dello scaricabarile, specialità italica che porta all’inconcludenza più assoluta. Alcune notizie sono recentissime, come quella della fuga di un serial killer evaso dopo un permesso premio, da ieri in giro allegramente per le colorate strade del Paese come in un film di Hitchcock. Le spiegazioni per questa incredibile prova di sciatteria penitenziaria lascia allibiti. Pare che il direttore del carcere non sapesse nemmeno che si trattasse di un pluriomicida. Ma allora di che cosa si occupa un’amministrazione penitenziaria? Altre notizie risalgono all’altro ieri. Ci riferiamo alla vicenda straziante delle famiglie che da mesi si trovano in Congo per espletare le pratiche di adozione dei bimbi che amorevolmente avevano cominciato a conoscere nelle varie case famiglia di Kinshasa e che rischiano di essere tutte rimpatriate a casa per Natale senza i loro figli.

Finora la nostra diplomazia si è dimostrata assolutamente incapace di risolvere questa angosciosa vicenda in cui il governo congolese la fa da padrone. Così come non ha risolto nulla da anni per l’altra notizia che ormai compare stancamente sulle pagine dei giornali, a singhiozzo: la surreale e incredibile vicenda dei due marò italiani, ancora nelle mani del governo indiano. Ma potremmo andare avanti per molto, giù giù fino al caso Shalabayeva. Così che la settima potenza mondiale sembra rimanere impantanata in un’incredibile sequela di debolezze, sudditanze palesi, incapacità tecnocratiche e amministrative, come se l’amministrazione dello Stato e i suoi gangli vitali finissero per riflettere il caos che regna nel mondo della politica, dentro e fuori, nel Palazzo e nella piazza. Qualcuno vuol fare qualcosa?  

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo