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venerdì 24 maggio 2024
 
centro Italia
 

L'Italia dopo il sisma: la valorizzazione storica dei cammini religiosi aiuta il Centro a risollevarsi

31/05/2023  La Cabina di Coordinamento integrata ha stanziato 50 milioni di euro per valorizzare i sentieri francescani e lauretani nel cratere sismico del centro Italia. Fra i percorsi coinvolti anche la via Lauretana, la strada mariana più antica del mondo

Era il 24 agosto del 2016 quando ad Accumoli, in provincia di Rieti, una scossa di terremoto con magnitudo 6.0 diede inizio a una sequenza sismica – definita poi dall’INGV “sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso” – che sarebbe durata fino a gennaio 2017, devastando 140 Comuni sparsi fra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. I danni furono enormi: il numero delle vittime salì a 299, quello degli sfollati a 41mila, mentre il crollo di centinaia di edifici decretò il parziale ma progressivo abbandono dei borghi colpiti.

Da allora sono state moltissime le iniziative intraprese per aiutare la popolazione a rialzarsi, fra cui donazioni, stanziamento di denaro da parte dello Stato e raccolte fondi lanciate da artisti. A questo elenco si aggiunge, però, la recente messa a disposizione da parte della Cabina di Coordinamento integrata di 50 milioni di euro per finanziare i cammini nel cratere sismico del Centro Italia, di cui circa 32 milioni per le Marche. La decisione, che ottempera all’ordinanza 13 ottobre 2022, n. 128, è stata comunicata dal Commissario straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli durante il convegno “Via Lauretana e rinascita dei territori sismici”, tenutosi presso la Cattedrale dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista di Macerata l’8 maggio scorso.

«I cammini rappresentano una realtà caratteristica e rilevante dei nostri territori», ha spiegato Castelli, «rispetto ai quali stiamo intervenendo con un approccio strategico». Scopo dell'iniziativa è infatti quello di attivare processi di rilancio nelle zone centrali del Paese, in modo da promuovere il valore storico, religioso e culturale dei sentieri per poi innescare, di conseguenza, la ripresa di attività collaterali della piccola e micro imprenditoria quali servizi, ristoro e alloggio.

Ma quali sono i principali percorsi escursionistici presenti nell’area del sisma? Per citare solo i più conosciuti, potremmo indicarne quattro: il cammino dei Cappuccini, il cammino nelle Terre Mutate, il percorso Lauretano e il cammino francescano della Marca. Tutti questi sentieri, percorribili sia a piedi che in biciletta, possiedono un proprio sito web, in cui è possibile trovare una sezione che indica come prepararsi al viaggio e l’elenco dei luoghi dove dormire e mangiare.

1. Il cammino dei Cappuccini: 400 km nelle Marche, da Fossombrone ad Ascoli Piceno

Delle quattro soluzioni qui proposte, questa è decisamente la più lunga. Il cammino dei Cappuccini si snoda attraverso 17 tappe, da nord a sud, che ripercorrono la storia che ha segnato la nascita della riforma francescana esplosa nelle Marche nella prima metà del ’500. Il percorso si può eseguire in un’unica volta, oppure suddividendolo in due o tre parti, a seconda delle proprie esigenze: va tenuto a mente, infatti, che si tratta di un sentiero impegnativo dal punto di vista fisico, a causa della fisionomia dell’entroterra delle Marche che presenta un continuo alternarsi di saliscendi, con numerose tappe dai dislivelli importanti.

2. Il cammino nelle Terre Mutate: 257 km tra Fabriano e l’Aquila

Con un totale di 14 tappe, questo percorso attraversa le quattro regioni di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, passando – fra le numerose città – anche da Norcia e Amatrice. Il nome “Terre Mutate”, infatti, fa riferimento ai territori trasformati dal sisma, dove la forza della natura ha prodotto mutamenti nel terreno, nelle architetture e nelle persone, generando storie, protagonisti e progetti di rinascita meritevoli di essere vissuti e raccontati.

3. Il percorso Lauretano: 160 km, a cavallo tra Umbria e Marche

La via Lauretana è il sentiero mariano più antico del mondo: costruita in epoca etrusco-romana, la strada collega da secoli in un unico percorso i tre centri spirituali della Cristianità, ossia Roma, Loreto e Assisi. Sede della Santa Casa di Maria, Loreto costituisce l’ultima delle 7 tappe del “percorso Lauretano”, il tratto di 160 km che collega Assisi alla città marchigiana e valorizzato dal progetto “Cammini lauretani”. Quest’ultimo, che è nato dal desiderio di riprendere e incoraggiare l’antica pratica dei pellegrinaggi verso la dimora mariana, è stato promosso nel 2013 nel quadro dell’iniziativa regionale DCE – Distretto Culturale Evoluto”, volto appunto al recupero del reticolo di percorsi che conducono a Loreto. La via Lauretana, infatti, non ha mai rappresentato l’unico modo per raggiungere la città: insieme ad essa, costituivano (e ancora lo fanno) la rete dei cammini lauretani anche la via di Jesi, la via Clementina, la via Aprutina e la via di Visso-Macereto, oltre che alcuni tratti delle strade del pellegrinaggio internazionale quali la via Francigena e la via Romea.

4. Il cammino francescano della Marca: da Assisi ad Ascoli, per un totale di 167 km

Come suggerisce il nome, si tratta di una delle vie che San Francesco utilizzò ottocento anni fa per le sue predicazioni nelle Marche meridionali. Il sentiero, lungo 167km e distribuito in 8 tappe, coincide con la via Lauretana soltanto nel primo tratto, da Assisi a.Pievefavera: qui i due cammini si dividono, piegando l’uno in direzione sud, l’altra verso il mare Adriatico. Per chi volesse effettuare il percorso in compagnia, è possibile partecipare ad alcuni cammini di gruppo, della durata di otto giorni, che includono guide, automobili per trasporto bagagli, pernottamenti e cene. I prossimi appuntamenti previsti sono quelli del 1 luglio e del 26 agosto, che si concluderanno rispettivamente l’8 luglio e il 2 settembre.  

 
 
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