Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 28 maggio 2024
 
Emergenza idrica
 

L'Italia senz'acqua

24/07/2017  Il 2017 si classifica ai primi posti degli anni più caldi da oltre due secoli e la siccità sta facendo davvero paura. Regione per regione la stima della Coldiretti dei danni provocati dalla siccità nel nostro Paese.

Aumento delle temperature estive, sfasamenti stagionali con autunno caldo e primavera anticipata, più elevato numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, ma soprattutto modificazione della distribuzione delle piogge e aumento dell'intensità delle precipitazioni. Secondo  Coldiretti sono gli effetti dei cambiamenti climatici che richiedono interventi strutturali. L'Italia è costretta ad affrontare una grave emergenza che è già costata all'agricoltura perdite per 2 miliardi e che mette a rischio la disponibilità di acqua per usi civili perchè è mancata la programmazione in un Paese che è ricco della risorsa acqua, ma che deve fare i conti con cambiamenti climatici in atto.

Il 2017 si classifica ai primi posti degli anni più caldi da oltre due secoli e la siccità sta facendo davvero paura. Un'analisi, sempre di Coldiretti, sul fronte agricolo mostra danni che ammontano a circa 2 miliardi, mentre la produzione di latte è crollata del 15%. Ecco la mappa dell'emergenza regione per regione:

LOMBARDIA: sui pascoli di montagna si registra in media un calo del 20% di erba a disposizione del bestiame. Le perdite provocate dalla siccità in Lombardia ammontano a circa 90 milioni.

PIEMONTE: soffrono soprattutto le province di Cuneo, Asti e Alessandria dove il forte caldo di questi giorni, oltretutto, sta aggravando la situazione idrica degli alpeggi. La campagna cerealicola sta facendo registrare rese inferiori del 30%.

LIGURIA: risente della siccità soprattutto per gli oliveti dell'Imperiese e nelle zone irrigue di Andora ed Albenga dove soffre anche la coltivazione del pregiato basilico genovese.

VENETO: Dal mese di aprile la regione emesso tre ordinanze sullo stato di crisi per siccità allo scopo di contingentare l'acqua.

TRENTINO ALTO ADIGE: la produzione del primo taglio di fieno è stata falcidiata del 30%, ma la siccità ha fatto ulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate con perdite anche del 100% in alcune aziende frutticole della Val di Non, della Val di Sole e della Valsugana.

FRIULI VENEZIA GIULIA:  è stato sancito lo stato di stato di «sofferenza idrica».

EMILIA ROMAGNA: la dichiarazione dello stato di emergenza riguarda le zone di Parma e Piacenza dove si registrano danni, soprattutto a pomodoro da industria, cereali, frutta, per oltre 100 milioni ai quali se ne aggiungono altri 50 per nubifragi e grandinate.

TOSCANA: Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da siccità all'agricoltura stimati. La  Regione ha dichiarato lo stato di emergenza. Solo la perdita di prodotto per grano tenero e duro è valutata in circa 50 milioni di euro.

MARCHE: la Coldiretti stima un danno di circa 30 milioni, a soffrire sono tutte le colture, con crolli di produzione fino al 50%.

UMBRIA: Danni stimati in oltre 60 milioni. Il calo delle precipitazioni porterà a una diminuzione delle rese di grano e orzo (-30/40%) e per i foraggi (-50%).

LAZIO: le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni: i danni si attestano tra 90 e i 110 milioni.

CAMPANIA: La lunga siccità ha messo a dura prova tutte le province. La  Regione ha chiesto lo stato di calamità naturale: i danni sono di circa 200 milioni.

ABRUZZO: nella sola Marsica che contribuisce a generare il 25% del Pil agricolo con 13mila ettari coltivati, si stimano perdite di ricavo, legate alla produzione orticola e zootecnia, di circa 200 milioni.

MOLISE: dighe ai minimi storici, numerosi comuni hanno emanato ordinanze «anti spreco» per salvaguardare le risorse idriche.

PUGLIA: La prolungata siccità ha già causato la perdita di 140 milioni di euro di grano, pomodori da industria e ortaggi.

CALABRIA: I danni toccano i 310 milioni di euro E la Regione ha avviato le procedure per la richiesta della calamità.

SICILIA: costi triplicati per chi è costretto a irrigare i campi, con l'acqua che in alcune zone del catanese non arriva a causa di una rete colabrodo.

SARDEGNA:  nel Sulcis-Iglesiente 4 mila aziende agricole sono rimaste praticamente senz'acqua a causa della siccità e degli incendi: 120 milioni di euro le perdite per tutti i settori agricoli. La Giunta Regionale ha adottato una delibera per chiedere lo stato di calamità naturale.

Oggi puoi leggere GRATIS Famiglia Cristiana, Benessere, Credere, Jesus, GBaby e il Giornalino! Per tutto il mese di agosto sarà possibile leggere gratuitamente queste riviste su smartphone, tablet o pc.

I vostri commenti
2

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo