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sabato 23 ottobre 2021
 
la storia
 

«Sono tetraplegico, ma nessuno mi vaccina»

14/04/2021  Gabriele Castaldi, 56 anni, è paralizzato dal collo in giù, e ha una ridotta capacità polmonare. Fa parte delle categorie fragili, ma ancora non ha una data per i vaccino: «Se prendessi il Covid morirei: e così intanto ho fatto testamento»

Tetraplegico dal collo in giù dopo un incidente, con una ridotta capacità polmonare, e soggetto a ricorrente infezioni da decubito, Gabriele Castaldi, 56 anni, può a pieno titolo definirsi un paziente fragile, e quindi bisognoso in via prioritaria del vaccino. Eppure ancora ignora la data in cui potrà essere immunizzato dal Covid. La sua storia è emblematica. «Ma quello che mi caratterizza è il mio spirto combattivo che mi porta a lottare per i miei diritti di disabile grave anche a nome di tanti che subiscono senza protestare». Un passato da avvocato ambientale, Gabriele Castaldi dal 2014 è in una carrozzina, e l’unico movimento che può fare è con il pollice di una mano, che gli consente di usare il cellulare e attivare gli strumenti della domotica che gli garantiscono un minimo di autonomia, Per il resto deve comunque ricorrere a tre assistenti che si alternano. «Sono proprio loro la fonte della mia vulnerabilità. Hanno infatti naturalmente una vita esterna alla mia casa, e infatti chiedo il vaccino anche per loro».

A causa di infezioni ricorrenti e problemi alla vescica, ha trascorso quasi un anno in una clinica privata da cui, malgrado non abbia ancora risolto i suoi problemi, è uscito nel febbraio scorso. Da allora l'avvocato Castaldi ha cercato di segnalare il suo caso per entrare nelle liste dei vaccini ma ha dovuto scontrarsi con tutta una serie di intoppi burocratici. «Io non posso muovermi e avrei bisogno di un vaccino a domicilio. La mia trafila con la Asl Roma 4 è allucinante. Ho iniziato provando a prenotare tramite il sito ma non potevo procedere, perché, così diceva il sistema, la mia patologia non rientrava tra quelle previste. Allora ho chiesto al mio medico di base di intervenire, e gli hanno risposto che non ne sapevano nulla e aspettavano disposizioni. Tramite un mio amico medico allo Spallanzani ho recuperato un numero verde e dopo aver tentato per due giorni di parlare con qualcuno mi hanno permesso di fare una prenotazione senza però avere una data certa ma solo un generico: “Ci sarà da aspettare almeno un mese e mezzo”. Eppure ho il codice C02, che indica una disabilità gravissima, e so che persone con la mia patologia sono state vaccinate. Forse il problema sta nel fatto che io negli ultimi anni non sono stato ricoverato in ospedali pubblici per patologie spinali. Io sento che la mia vita è a rischio, il mio medico mi ha detto che se prendessi il Covid molto probabilmente morirei, e ho già fatto testamento. Per questo faccio appello alla Asl 4 affinchè possa accelerare la mia pratica, e possa fissarmi al più presto un appuntamerto e ridarmi così la speranza». 

 
 
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