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sabato 02 luglio 2022
 
 

L'oncologia sbarca al Sud

22/03/2012  Si chiama Fondazione Prosud ed è stata presentata a Napoli: ha l'ambizione di costituire il polo di ricerca e prevenzione oncologica nel Meridione.

Un ente per promuovere la prevenzione e la ricerca sulle malattie oncologiche specificamente rivolto al Sud Italia. Questo è lo scopo della neonata Fondazione Prosud, ideata da Vincenzo Mirone, ordinario di urologia all’Università Federico II di Napoli, e dall’avvocato Antonio Mancino, presentata lo scorso 13 marzo presso la sede dell’Unione Industriali di Napoli. L’iniziativa è stata condivisa da esponenti del mondo sociale, economico e culturale del meridione, nella consapevolezza di intraprendere azioni necessarie per colmare il forte divario nel trattamento dei tumori fra il Nord e il Sud dell’Italia. «È un divario  spaventosamente negativo - ha commentato Mirone durante la conferenza stampa di presentazione - e tra i compiti della Fondazione c'è proprio quello di porre rimedio a questa situazione». L’attenzione è stata posta sulla mancanza di un’adeguata cultura della prevenzione, soprattutto fra gli uomini, ma anche sulle carenze strutturali e tecnologiche del Mezzogiorno, causa del ben noto fenomeno di emigrazione dei pazienti verso centri più competenti in altre regioni, con aggravio delle spese sanitarie e personali. «In particolare, vogliamo avvicinare gli uomini alla prevenzione del cancro alla prostata visto che, rispetto alle donne, si rivolgono al medico per i controlli molto più di rado. Le donne hanno via via  acquisito una buona cultura oncologica che le porta a fare prevenzione nell'arco di due settimane, mentre gli uomini impiegano circa due anni», ha aggiunto l’urologo.

Il fine della Fondazione è, dunque, di impiegare le risorse e l’impegno che il Sud Italia ha da offrire al mondo della ricerca e della prevenzione medica, ad esempio organizzando giornate di prevenzione con visite gratuite di screening e raccolte di fondi, e puntando anche alla sensibilizzazione ed informazione medica. «Occorre portare la chirurgia robotica prostatica nelle nostre strutture ospedaliere pubbliche: il sistema robotico ‘Da Vinci’, per la chirurgia mininvasiva in questo campo, incrementerebbe ad esempio l’attività operatoria e ridurrebbe l’ospedalizzazione e le complicanze. Ma su 53 apparecchi presenti in Italia, di questi ben 26 si trovano nel territorio lombardo mentre soltanto 2 nel meridione». Insomma, c’è ancora molto da fare. Nello specifico, per il tumore alla prostata, nel meridione c’è un minor numero di diagnosi di carcinoma prostatico (-44%) rispetto al Nord e un conseguente aumento della mortalità (+2%). .

 
 
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