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l'osservatore romano
 

Scaraffia si dimette. La replica di Monda: «L’inserto femminile non chiude»

27/03/2019  La responsabile della rivista chiama in causa la direzione e parla di «clima di sfiducia e delegittimazione». Il direttore: «Nessuna interferenza o depotenziamento. La rivista andrà avanti»

Dimissioni in blocco. Lucetta Scaraffia e tutta la redazione dell’inserto mensile dell’Osservatore Romano Donne Chiesa Mondo lasciano la redazione. Mentre il Papa martedì era impegnato nella visita in Campidoglio alla sindaca di Roma Virginia Raggi, l’annuncio della decisione della Scaraffia, giornalista e scrittrice, è arrivato con una lettera che ha scritto direttamente a Francesco: «Spero la legga», ha detto. «Con grande dispiacere», scrive rivolgendosi direttamente a Francesco, «Le comunichiamo che sospendiamo la nostra collaborazione a “donne chiesa mondo”, il mensile dell’Osservatore Romano da noi fondato, del quale Benedetto XVI ha permesso la nascita proprio sette anni fa e che Lei ha sempre incoraggiato e sostenuto. Gettiamo la spugna perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e di delegittimazione progressiva, da uno sguardo in cui non avvertiamo stima e credito per continuare la nostra collaborazione».

Nella lettera Scaraffia parla di «chiusura di “donne chiesa mondo”» che, aggiunge, «spezza, un’esperienza nuova ed eccezionale per la Chiesa: per la prima volta un gruppo di donne, che si sono organizzate autonomamente e che hanno votato al loro interno le cariche e l’ingresso di nuove redattrici, ha potuto lavorare nel cuore del Vaticano e della comunicazione della Santa Sede, con intelligenza e cuore liberi, grazie al consenso e all’appoggio di due papi».

Negli ultimi mesi il mensile con varie inchieste si è occupato degli abusi sulle religiose all’interno dell’istituzione ecclesiastica e dello sfruttamento economico delle suore quando svolgono i lavori domestici all’interno delle strutture della chiesa, nelle abitazioni di preti, vescovi o cardinali, nelle scuole o negli ambulatori. Inchieste che avevano suscitato forte eco nel mondo cattolico. «Tra le molte lettere che abbiamo ricevuto dalle lettrici, fra cui numerose consacrate, sono emersi anche casi e vissuti dolorosi che ci hanno riempite di indignazione e di sofferenza», scrive la Scaraffia, «come ben sa, non siamo state noi a parlare per prime, come forse avremmo dovuto, delle gravi denunce dello sfruttamento al quale numerose donne consacrate sono state e sono sottoposte (sia nel servizio subordinato sia nell’abuso sessuale) ma lo abbiamo raccontato dopo che i fatti erano emersi, anche grazie a molti media. Non abbiamo più potuto tacere: sarebbe stata ferita in modo grave la fiducia che tante donne avevano riposto in noi».

La replica di Andrea Monda: Nessuna interferenza

Alla Scaraffia ha replicato il direttore de L’Osservatore Romano, Andrea Monda, nominato dal Papa il 18 dicembre scorso e succeduto al professore Giovanni Maria Vian che dirigeva il quotidiano della Santa Sede dal 2007: «In questi pochi mesi da quando sono stato nominato Direttore», scrive nella nota, «ho garantito alla professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall’interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento».

Monda respinge l’accusa di scelte calate dall’alto: «In nessun modo ho selezionato qualcuno, uomo o donna, con il criterio dell’obbedienza. Semmai, al contrario, evitando di interferire con il supplemento mensile, ho sollecitato nella fattura del quotidiano confronti realmente liberi, non costruiti sul meccanismo degli uni contro gli altri o dei gruppi chiusi. E l’ho fatto proprio nel segno della apertura e della “parresia” chiesta da Papa Francesco, nelle cui parole e nel cui magistero tutti ci riconosciamo». E aggiunge: «Se, sulla base della attualità ecclesiale e culturale, ho dedicato attenzione a temi come quello della pluralità e della differenza nel mondo della Chiesa, ciò deriva solo dalla centralità che questi temi, proprio grazie al ruolo delle donne, hanno acquisito. Il prossimo lunedì 1 aprile – solo per fare un esempio – si terrà nei locali della redazione una tavola rotonda a partire dalla pubblicazione del saggio, firmato da 17 teologhe e studiose di chiara fama, “La voce delle donne” (Ed. Paoline)».

Monda afferma che il supplemento continuerà ad essere pubblicato: «La sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere».

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