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domenica 11 aprile 2021
 
 

L'ostetrico maschio: «Dio ci guarda come la mamma con il neonato»

05/05/2017  Riccardo Federle, 25 anni, è uno dei pochi ostetrici maschi. Riesce a conciliare il suo lavoro con gli impegni nell’Azione cattolica

«L’Azione cattolica è la mia seconda casa, e mi fa battere il cuore». Una dichiarazione d’amore quella di Riccardo Federle, 25 anni, di Sarcedo (Vicenza), presidente parrocchiale e coordinatore di tutte le attività di animazione proposte dall’associazione. Un impegno al servizio della comunità che si intreccia anche con la sua professione di ostetrico, uno dei pochi maschi in Italia, l’unico dell’ospedale in cui lavora. «Con un impegno da turnista a un’ora da casa non è tanto facile rispettare gli impegni settimanali in parrocchia, ma alla fine ci riesco sempre», racconta. «Ho cominciato in terza superiore come aiuto animatore nei campi estivi dei bambini e poi con gli anni mi sono appassionato sempre più. È stata una scuola di vita e mi piace l’idea di tramandare agli altri l’esperienza che ho imparato. Per me essere animatore è sperimentare il coraggio di una testimonianza anche al di fuori della vita parrocchiale, in una società che non condivide certi valori e magari non vede di buon occhio quello che facciamo. Io uso le mie ferie per seguire i campi scuola, nei weekend preferisco andare ai corsi di spiritualità piuttosto che in un centro benessere».

Riccardo si è laureato in Ostetricia nel 2013, unico maschio del suo corso, e dopo una serie di contratti a progetto da gennaio è stato assunto all’ospedale di Peschiera del Garda. «All’inizio la mia figura non è stata accolta con naturalezza: mentre il ginecologo si è abituati a pensarlo anche uomo, l’ostetricia sembra riservata alle donne, tanto che in tutta Italia gli ostetrici non superano i trecento. Poi però nel giro di poco tempo sono stato accettato come uno del gruppo e anche tra le pazienti dopo un primo momento di sorpresa poi tutto fila liscio».

Gli abbiamo chiesto che cosa lo ha spinto a fare questa scelta così controcorrente: «Credo che sia stata anche la mia frequentazione dell’Azione cattolica a darmi il coraggio di fare una scelta autonoma. Dentro l’associazione sono sempre riuscito a fare di tutto: dalle pulizie al cameriere alla festa degli innamorati per San Valentino, alla vendita dei biglietti della lotteria di Pasqua. E quando ho sentito che nel lavoro volevo essere utile agli altri, ho scelto il settore sanitario e pian piano è maturata l’idea di aiutare a far nascere i bambini. Credo che il mio sia un lavoro privilegiato, un grande onore. Ogni volta che assisto una donna nel travaglio imparo il rispetto e la pazienza. Di sicuro il momento della nascita è molto emozionante, anzi adrenalinico. Quello che preferisco è lo scambio di sguardi tra la mamma e il neonato: credo che rappresenti l’immagine più forte dello sguardo che ha Dio per le sue creature».

Riccardo non si limita al suo impegno nell’Azione cattolica e al suo lavoro di ostetrico. Fa anche corsi di primo soccorso neonatale con l’associazione no profit CardioAmico e sta seguendo un corso di medicina omeopatica: «In gravidanza l’utilizzo dei farmaci è molto ridotto e ho cercato di avvicinarmi a questa disciplina per vedere come è possibile apportare dei benefici sia nei nove mesi sia nel momento stesso del parto». Riccardo ci tiene a concludere questa chiacchierata con una citazione di Saint-Exupéry che rende l’idea di quello che fa e con che spirito lo fa: «Non guardare di che cosa ha bisogno il mondo, ma guarda che cosa ti rende felice e fallo. Perché il mondo ha bisogno di persone felici».

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