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sabato 31 ottobre 2020
 
Acqua, emergenza globale
 

L'ultimo viaggio di Letikiros

20/02/2014  Scott Harrison, direttore dell'Ong Charity: Water, racconta la storia drammatica e commovente di una ragazzina etiope, che, meglio di qualsiasi analisi o statistica, spiega cosa significa l'emergenza acqua nel Sud del mondo

©Charity: Water
©Charity: Water

Charity: Water è un'Ong americana che si occupa di garantire accesso a fonti di acqua potabile nel Sud del mondo. Dal 2007 a oggi, grazie al contributo di centinaia di migliaia di sostenitori in tutto il mondo, sono stati avviati più di 3 mila progetti nell'area del Tigray, in Etiopia, che serviranno a portare acqua a più di 1 milione di persone. Il fondatore e direttore di Charity: Water, Scott Harrison, è venuto a conoscenza della terribile storia di Letikiros Hailu due anni fa, durante un viaggio di supervisione ai progetti in Etiopia. Oggi la racconta perché si dice convinto che "la crisi globale dell'acqua non è questione di statistiche, ma riguarda persone come Letikiros. Persone con nomi e famiglie. Persone che vivono senza speranza per il futuro. Ora credo ancora più fermamente che l'acqua cambi ogni cosa".

Meda è un grande villaggio di polvere e rocce attraversato da un canyon profondo che lo divide a metà da Nord a Sud. Sui fianchi delle montagne si snodano sentieri accidentati e polverosi che, scendendo lungo i ripidi crinali, uniscono i due lati del villaggio. Arliew Spring, una delle fonti d'acqua di Meda, si trova in fondo alla gola. Le donne e le bambine del villaggio si caricano sulla schiena, ogni giorno, una grossa anfora di argilla e si recano alla sorgente: un viaggio che le impegna diverse ore tra andata e ritorno. Il cammino è pericoloso, a maggior ragione con un pesante carico sulle spalle, e molte sono le persone del villaggio cadute rovinosamente e morte. Nel 1987, nel villaggio di Meda, è nata Letikiros Hailu.

©Charity: Water
©Charity: Water

Fin dalla più tenera età, Letikiros si dimostra una bambina vivace, intelligente e per nulla rassegnata ad accettare il destino riservato a chi nasce in un villaggio rurale dell'Etiopia. Ciò nonostante, la bambina accetta di buon grado le incombenze domestiche e, da quando ha compiuto 8 anni, per quattro giorni a settimana si alza presto, si carica l'anfora sulla schiena e si reca alla fonte.

Arliew Spring, in realtà, più che una sorgente è poco più di un rivolo d'acqua che sgorga lentamente dalle rocce, così lentamente da poter riempire solo poche anfore ogni ora. Di notte le scimmie si abbeverano qui e tutte le rocce circostanti sono ricoperte dei loro escrementi. Spesso, quando arriva alla fonte, Letikiros è costretta ad aspettare fino a 8 ore prima che sia il suo turno. A volte, quando la fila delle anfore e delle donne è troppo lunga, la bambina evita di scendere in fondo alla gola e prosegue per il fiume Bembya. E' un tragitto molto più lungo, 6 ore tra andata e ritorno, ma non c'è da aspettare e l'acqua non manca mai, anche se non è pulita.

©Charity: Water
©Charity: Water

Nonostante questo impegno gravoso, Letikiros non ha voluto rinunciare a frequentare la scuola; può farlo solo part time, tre giorni a settimana. Dal momento che il villaggio non ha una scuola sua, gli scolari devono raggiungere un villaggio "vicino", a tre ore di cammino. La madre di Letikiros, per permetterle di non perdere del tutto le lezioni, ogni settimana affitta un mulo che, in un solo viaggio al fiume Bembya, può trasportare quattro anfore. Ma la famiglia non ha denaro a sufficienza per sollevare completamente Letikiros da questo compito, perciò la bambina è rimasta indietro negli studi e, a 13 anni, frequenta ancora la terza elementare. Eppure non demorde. Anche quando si sposa, poco più che bambina, continua a voler andare a scuola.

Nella regione di Tigray maggio è il mese più caldo e secco. In molti, nel villaggio di Meda, si svegliano prima dell'alba per raggiungere la sorgente prima che il sole sia alto. Il 19 maggio 2000, Letikiros si alza presto, non mangia nulla, si carica l'anfora sulle spalle e si reca ad Arliew Spring, sperando così di trovare poca gente e non dover aspettare troppo. Lungo il cammino incontra la sua amica Yeshareg e insieme affrontano il pericoloso percorso. Quando arrivano, scoprono con disappunto che la coda è già lunga. Sono di ritorno verso le 3 del pomeriggio e si salutano a un bivio. Questa è l'ultima volta che Yeshareg vedrà viva la sua amica.

Nessuno saprà mai esattamente cosa sia successo dopo. I pensieri e le azioni di Letikiros possono essere solo immaginati. Quel che appare certo, è che Letikiros sia scivolata e caduta, e che l'anfora colma di acqua sia andata in frantumi.

10 ore di cammino, di attesa, di peso sulla schiena: un passo falso, tutto inutile. Chi la conosceva bene crede che Letikiros sia stata assalita dalla vergogna. Sapeva che la madre e la sorella aspettavano a casa l'acqua. Sapeva che ne avevano bisogno per cucinare. Sapeva bene che quell'anfora andata in mille pezzi rappresentava un bene di prima necessità per una famiglia come la loro.

Così, anziché tornare a casa a mani vuote, questa ragazzina di 13 anni sfila la corda dai cocci dell'anfora, la lega ai rami di un albero e si impicca. Circa un'ora dopo, un uomo del villaggio la trova priva di vita. Ai suoi piedi, i cocci di argilla. Le grida di allarme dell'uomo sono sentite al villaggio e presto, attorno al piccolo corpo senza vita di Letikiros, si raduna una folla di persone. La portano al villaggio avvolta in un telo. Alla vista della figlia, la madre Chekolech si rotola a terra, distrutta dal dolore. Abebe, il marito di Letikiros, in quei giorni è in viaggio verso il mercato di Fiyel Wuha. Raggiunto dalla notizia, perderà il senno e vagherà senza meta per settimane.

Al funerale di Letikiros partecipa un migliaio di persone del villaggio, bambini, adolescenti, uomini e donne danno l'estremo saluto al corpicino della bambina, avvolto in un drappo bianco. La famiglia non può permettersi una lapide, perciò Letikiros viene seppellita dietro alla chiesa, sotto a una pila di pietre. I cocci dell'anfora d'argilla saranno dispersi in un campo lontano dal villaggio, dove non potranno mai più essere visti.

A oggi, gli idrologi di Charity: Water non sono ancora riusciti a trovare acqua di falda a Meda e il fiume Bembya si trova a più di 7 chilometri dal villaggio. L'unica strada sembra essere quella di costruire un acquedotto. Portare acqua ai 2800 abitanti di Meda sarà una sfida complicata e costosa, ma Scott Harrison si dice determinato a trovare una soluzione.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.charitywater.org

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