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martedì 20 ottobre 2020
 
indagine
 

L'unione fa la forza. Così le famiglie hanno affrontato il Coronavirus

09/07/2020  L'indagine sulle famiglie e l’emergenza Covid-19: una fotografia realizzata dal Forum delle associazioni familiari in collaborazione con altre realtà. Per oltre 6 famiglie italiane su 10 è l’assegno unico-universale per figlio la proposta più urgente da mettere in campo per scongiurare la crisi economica e sociale del Paese.

Per oltre 6 famiglie italiane su 10 è l’assegno unico-universale per figlio la proposta più urgente da mettere in campo per scongiurare la crisi economica e sociale del Paese. Mamme e papà chiedono dunque a Governo e Parlamento di trasformarla in realtà già adesso, nel passaggio tra l’emergenza pandemica da Covid-19 e l’auspicato ritorno alla normalità: è uno dei dati più significativi emersi dall’indagine ‘Le famiglie e l’emergenza Covid-19: una fotografia attuale’, realizzata dal network internazionale di Sfera, l’area di RCS MediaGroup dedicata all’infanzia, insieme al Forum delle associazioni familiari.

Lockdown e coabitazione hanno migliorato l’armonia familiare

Sorprendentemente – ma forse non troppo – il report evidenzia che il lockdown prolungato e le restrizioni legate alla pandemia hanno rafforzato e migliorato, nella stragrande maggioranza dei casi, le relazioni di coppia e il rapporto tra genitori e figli, con una forte aspettativa di miglioramento dell’armonia familiare anche per il prossimo futuro. In questo senso, la convivenza forzata ha inciso positivamente sulla coppia per il 31% del campione e non ha inciso per il 56%: dunque, l’87% degli intervistati ha registrato dati confortanti a livello di relazioni coniugali durante e subito dopo la quarantena.

Nel dettaglio, per il 23,8% è migliorata la comunicazione e il dialogo, per il 29,1% la collaborazione in casa, per il 14,5% quella dei figli e per il 13,2% se n’è giovata l’armonia familiare in generale. Ben il 48% ha detto che è migliorata la relazione con i propri figli, con un 40% che ha mantenuto questo rapporto inalterato: le famiglie che escono dunque rafforzate nei propri legami con la prole, segnale inequivocabile del bisogno di rivedere al più presto, rispetto a quanto fatto in passato, le modalità di conciliazione famiglia-lavoro.

Le difficoltà in atto e le paure per il futuro: perdere il lavoro e diventare poveri

Al contrario, le paure più radicate oggi nei nuclei familiari italiani sono: perdere il lavoro (47%) e il peggioramento della propria condizione economica (49%), con conseguente impoverimento e aumento del divario ricchi-poveri. Le donne sono tendenzialmente meno ottimiste sulle conseguenze della crisi per il futuro familiare. Quanto, invece, alle conseguenze già in atto in famiglia, per il 71% ci sono problemi economici, per il 52% i guai sono lavorativi, il 34% ha dovuto fare i conti con disagi legati all’assenza di servizi e con le difficoltà nella gestione dei figli. Da non sottovalutare, inoltre, il 27% del campione che ha riscontrato problemi per la salute mentale di un familiare: quasi un intervistato su otto.

C’è poi, percepito in modo molto forte soprattutto nel nord-ovest (ma non solo), il tema del rientro a scuola a settembre: è la seconda priorità d’intervento (59% degli intervistati) per le famiglie italiane appena dietro l’assegno unico-universale, un altro messaggio lanciato a Governo e istituzioni. Solo il 23%, invece, ha ritenuto opportuno inserire come priorità il reddito di emergenza e appena il 13% il bonus baby-sitter.

Le misure del Governo per le famiglie: un’accoglienza tiepida

Non esaltanti, viceversa, le valutazioni di gradimento sulle misure messe in campo dal Governo per contenere le conseguenze dell’emergenza Covid-19, specie quelle per la gestione dei figli: solo il 10% si è detto soddisfatto delle soluzioni previste per il riavvio dell’anno scolastico, appena il 25% dell’estensione dei congedi parentali. E ancora: un italiano su 5 è contento del bonus per gli autonomi mentre uno su due non lo è affatto.

Scenari: a breve il pericolo è la crisi economica, tra 20 anni si teme il ‘default’ demografico

Ultimo, ma non per ultimo, il dato sui problemi sentiti come più insidiosi a breve (entro 3 anni) e nel medio periodo (tra 20 anni): nel primo caso, c’è la crisi economica causata dal fallimento delle aziende (68%) e l’aumento dei nuclei familiari in condizione di povertà (65%), accanto alla crescita delle differenze tra ricchi e poveri (50%). Nel secondo, oltre all’aumento del numero degli indigenti (47%) c’è la crescita esponenziale della preoccupazione per il rischio di default demografico generato dal crollo delle nascite (35%).

Le interviste online e il campione rappresentativo

All’indagine hanno aderito più di 12.500 famiglie di tutta Italia – genitori di età compresa tra i 20 e i 59 anni con istruzione medio-alta – compilando un questionario online. I risultati sono stati ottenuti analizzando le risposte di un campione omogeneo, rappresentativo delle differenti generazioni e delle diverse famiglie che costituiscono l’attuale panorama familiare nazionale.

«Abbiamo voluto fotografare la situazione delle famiglie italiane» spiega Chiara Bidoli, direttore testate infanzia di RCS MediaGroup «particolarmente colpite e sotto pressione durante il lockdown. L’obiettivo della nostra ricerca era dare voce ai loro bisogni, alle loro idee, partendo dalla convinzione che le famiglie sono il motore della società e che da loro dobbiamo ripartire per disegnare il futuro del nostro Paese. La partecipazione così numerosa ha dimostrato che le famiglie hanno voglia di dire la loro e chiedono a gran voce di essere ascoltate e di avere delle risposte concrete, in linea con le loro reali necessità».

«L’indagine» sottolinea il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo «conferma che la stragrande maggioranza delle famiglie italiane sceglie la misura dell’assegno unico-universale per ogni figlio: un provvedimento efficace per restituire fiducia nel futuro ai nuclei familiari del nostro Paese. Lo spezzettamento dei contributi in bonus, incentivi, mancette non ha colto il gradimento delle famiglie. Mamme e papà vogliono qualcosa di diverso: più semplice, immediato, chiaro e facile da ottenere. È importante che il Governo, in vista della legge di Bilancio e del Recovery Fund, dia un segnale forte in tal senso. Inoltre, contrariamente a quanto paventato dai profeti di sventura, le famiglie hanno avuto giovamento dal periodo di quarantena forzata a casa, che si è rivelato essere un’opportunità per rinsaldare legami affettivi, genitoriali e di coppia e per favorire l’armonia familiare. Mamme e papà hanno le idee chiare e il polso della situazione anche rispetto alle minacce e ai timori per il proprio futuro economico e lavorativo, confermati pochi giorni fa dal dato di previsione del PIL italiano. Insomma, ancora una volta, i nuclei familiari sono espressione chiara delle esigenze del Paese reale e comprendono la distanza dei provvedimenti messi in campo da quanto è più necessario per loro e per i loro figli».

*La Conferenza stampa online in cui sono stati presentati i dati si può rivedere cliccando su questo link

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