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giovedì 27 gennaio 2022
 
Corona in fuga
 

La caduta di Juan Carlos: triste, solitario y final

04/08/2020  L'ex re di Spagna sovrano dal 1975 al 2014, travolto dagli scandali finanziari, lascia la Spagna per non danneggiare la monarchia

Si troverebbe già nella Repubblica Dominicana il re emerito di Spagna Juan Carlos, che lunedì 3 agosto ha annunciato di  lasciare  il palazzo della Zarzuela per trasferirsi all' estero, dopo le inchieste giudiziarie che lo hanno visto indagato per presunta evasione fiscale, corruzione e riciclaggio in patria e in Svizzera.

La notizia è riportata dal quotidiano ABC,secondo il quale l’ex sovrano avrebbe raggiunto il Portogallo durante il fine settimana per poi imbarcarsi su un volo diretto verso i Caraibi.

Nato a Roma il 5 gennaio 1938, Juan Carlos fu designato da Francisco Franco suo successore come sovrano nel luglio del 1969. Dopo la morte del dittatore, Juan Carlos fu proclamato re il 22 novembre 1975. È rimasto sovrano di Spagna fino al giugno del 2014, quando ha deciso di abdicare a favore del figlio Felipe, nato nel 1968.

In una nota, il re Felipe VI ha ringraziato il padre per la decisione. Juan Carlos si è rivolto al figlio in una accorata lettera in cui annuncia la sua decisione "di fronte alla ripercussione pubblica che alcuni eventi passati nella mia vita privata stanno generando". Juan Carlos lascia dunque la Spagna, esprimendo al suo erede la sua "assoluta disponibilità ad aiutarvi per facilitare l'esercizio delle vostre funzioni con la tranquillità e la calma che richiede la tua alta responsabilità. Lo esigono la mia storia e la mia dignità di persona".

La clamorosa decisione del re emerito arriva dopo le indagini avviate dai pubblici ministeri svizzeri e spagnoli sui presunti fondi nei paradisi fiscali e le controverse rivelazioni della sua ex amante Corinna Zu Sayn-Wittgenstein. Il  legale del re emerito ha assicurato in una dichiarazione che, nonostante la partenza di Juan Carlos I di Spagna, il suo cliente resta a disposizione della Procura. Juan Carlos non è ancora ufficialmente indagato, anche se fonti giudiziarie svizzere non escludono che lo sarà in futuro.

La caduta in disgrazia di re Juan Carlos, al     quale è sempre stato riconosciuto il merito di aver gestito con saggezza la transizione della Spagna dalla dittatura alla democrazia, cominciò nel 2012. In quell’anno Juan Carlo si fratturò l’anca durante una battuta di caccia all’elefante in Botswana. Attività già in sé riprovevole, ma aggravata da una foto che ritraeva il re, armato di fucile e davanti a un elefante abbattuto, insieme alla bionda amante austriaca Corinna. Che Juan Carlos fosse una sposo infedele della moglie Sofia non era un segreto, ma la foto fu la prova delle passioni extraconiugali dell’attempato sovrano. In seguito sono arrivate le indagini sui conti all’estero, le società offshore, le presunte tangenti incassate e nascoste in valigette depositate all’estero. “Chi ha meno di 40 anni mi ricorderà per essere quello di Corinna, dell’elefante e della valigetta”, avrebbe confidato Juan Carlos a un amico nei giorni scorsi. Come nel titolo di un romanzo di Osvaldo Soriano, Juan Carlos appare “triste, solitario y final”. La moglie Sofia non lo ha seguito e resterà ad abitare nel palazzo della Zarzuela.

 
 
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