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lunedì 22 luglio 2024
 
Africa
 

La carovana di Cinemovel riporta «Io Capitano» di Garrone in Senegal

03/05/2024  È stato il regista Matteo Garrone a immaginare il suo film, girato nella lingua senegalese wolof, proiettato in proprio in Senegal. Un’esperienza realizzata dal cinema itinerante di Cinemovel

«Da anni attorno al cinema creiamo spazi di confronto e democrazia. Dopotutto i film ci fanno parlare del mondo in cui viviamo. Allora ci siamo detti: perché non portare Io Capitano là dove la storia parte, ovvero in Senegal?». È il racconto di Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel rientrata in Italia dopo due settimane - dal 15 al 27 aprile - che hanno portano il cinema dove non c’è mai stato.

L’opera del regista italiano - candidata agli Oscar come miglior film straniero - racconto l'odissea contemporanea di  Seydou Sarr e Moustapha Fall che lasciano la capitale del Senegal, Dakar per raggiungere l'Europa, attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare. Quello di Cinemovel, insieme al regista Matteo Garrone, agli attori Seydou Sarr, Moustapha Fall, Amath Diallo e al mediatore culturale Mamadou Kouassi è stato un viaggio a ritroso, di ritorno là dove il film è stato girato. Iniziativa che non è “nuova” per Cinemovel, fondazione nata nel 1997 e che da allora promuove il cinema itinerante come strumento di «conoscenza, scambio e sensibilizzazione, per contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico dei luoghi che attraversa», aggiunge Antognoni. Il sogno è diventato realtà a metà aprile: «Questo film è importante per noi, per il Senegal e per l’Africa intera. Proiettarlo lì è stato molto bello», raccontano gli attori. Il progetto si chiama “Vengo anch’io” ed è stato pensato proprio insieme ai protagonisti di “Io Capitano”. «È stato proprio Garrone», testimonia fondatrice di Cinemovel insieme al compagno di vita e di avvenute Nello Ferrieri «a immaginarsi il suo film, girato in lingua wolof, proiettato in Senegal con la carovana itinerante di Cinemovel. È un film d’avventura che incrocia il tema della migrazione. È la risposta del pubblico al film e alle emozioni che suscita che interessa noi e il regista. Emozioni, sentimenti che non possiamo dare per scontati e che conosceremo dopo il viaggio». 

Io Capitano infatti «mette in scena il viaggio dal punto di vista di giovani migranti “costretti a rischiare la vita perché non possono fare viaggi come i loro coetanei e per questo voglio definirli eroi contemporanei», aveva detto a Venezia dopo aver vinto il Leone d’argento per la regia il regista Matteo Garrone. Di questo e di molto altro Garrone e gli attori vogliono parlare in Senegal, prima e dopo le proiezioni, quando intorno allo schermo si crea la magia del confronto tra le persone. La carovana di Cinemovel ha viaggiato per il Senegal portando il film a Pikine, Guédiawaye, Rufisque, Thiès, Mboro, Mérina Dakhar, Kolda, Sédhiou. Ziguinchor, per un totale di 9 tappe, 11 proiezioni, 4.300 persone che hanno visto Io Capitano, più di 200 persone hanno preso in mano il microfono per fare domande, condividere riflessioni, e in alcuni casi per raccontare le vicende della propria famiglia. Storie di partenza, storie di speranza, storie di sogni troppe volte infranti. «È stata un’esperienza straordinaria, travolgente, emozionante, per le persone che abbiamo incontrato, per i dibattiti che il film ha suscitato, per la sorpresa del cinema proiettato in quei luoghi dove le storie sono nate», racconta ancor Elisabetta Antognoni. Che aggiunge: «Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto, un successo superiore alle aspettative. Durante gli allestimenti del cinema, naturalmente a suon di musica e danza, siamo stati travolti dalla energia e dalla vitalità delle senegalesi che hanno accolto».

Cinemovel non è nuova a far nascere il cinema là dove sembrerebbe impensabile a chiunque: «La prima volta che abbiamo illuminato uno schermo cinematografico in un villaggio africano era in Mozambico il 6 agosto del 2001. Con noi c’era l’Associazione dei cineasti mozambicani insieme a tante altre compagne e compagni di viaggio che promuovevano la lotta all’Aids nel continente piccolino e meno informato. Da allora non ci siamo più fermati. Cinemovel ha viaggiato per altri Paesi africani, ma ha percorso le strade europee e quelle italiane per promuovere l’accesso alla cultura portando il cinema dove non c’è più e non c’è mai stato e creando attorno al cinema col suo linguaggio universale spazi di confronto e di democrazia», conclude Elisabetta Antognoni.

Il progetto è stato reso possibile grazie all’impegno di Cinemovel e alla collaborazione di Acra, Amref Health Africa, Associazione Pro Senegal, Ipsia, Fondazione Reggio Children, Fondazione Munus, Mymovies.it. Con il sostegno istituzionale dell’Ambasciata d’Italia a Dakar e dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar e il riconoscimento del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola e con la partecipazione di Pathé BC Sénégal, Fondazione Comunità Dynamo e Coop. Alleanza 3.0. 

 
 
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