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Benessere

La casa della speranza, battere il tumore grazie alla carità

15/01/2016  Per iniziativa di don Primo Poggi, è nata a Caserta una Onlus medico-scientifica che ha l’obiettivo di curare le persone in difficoltà colpite dalle esalazioni della Terra dei fuochi.

Le mamme della Terra dei fuochi che lottano per i figli portati via da un tumore, ma anche per quelli che verranno, non sono più sole. Non sono più soli gli abitanti di quella che un tempo era una terra felix, oggi portatrice di morte. È quel pezzo d’Italia, 1.076 chilometri quadrati, cinquantasette Comuni fra Napoli e Caserta, due milioni di abitanti, dove inceneritori, rifiuti tossici interrati, discariche abusive, rifiuti del Nord e Centrosud, hanno contaminato l’aria, il cibo, l’acqua. E dove sono aumentate in modo esponenziale le morti per cancro, a cominciare da quelle dei bambini.
Tanta sofferenza nascosta, tanta disperazione, tante lacrime. Le ha raccolte negli anni don Primo Poggi, attraverso le confidenze di migliaia di persone che arrivano al santuario della Misericordia, di cui è il rettore, a Centauro di Caserta. Un “sacerdote santo”, che ha il carisma “della lettura del cuore” e ha fatto dell’amore per il prossimo la sua ragione di vita. Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, l’ha definito «un’autostrada per il Paradiso». Un personaggio che unisce la sapienza del cuore alla spontaneità e alla freschezza di una semplicità francescana. Vive in povertà assoluta, lo accompagnano sempre cinque cani bastardini che anche di notte dormono nella sua stanza, umile ed essenziale. Quando celebra la Messa, rimangono silenziosi ai piedi dell’altare. «Tutti gli esseri viventi hanno diritto di ascoltare la Parola di Dio. Anche se non conoscono il Signore come noi lo conosciamo, lo sentono attraverso di noi», dice don Primo.
È stato lui, nel 2010 a chiedere ad alcuni amici di fare qualcosa per arginare il drammatico dilagare delle patologie tumorali e andare incontro alla grande sofferenza che si portano appresso. La risposta è stata immediata. Un gruppo d’imprenditori ai quali si sono uniti medici, professionisti, volontari, ha aderito con entusiasmo al suo invito. È nata così a Caserta “La casa della speranza”, una Onlus di progettazione medico-scientifica che ha l’obiettivo di curare le persone in difficoltà e di favorire il progresso scientifico «risorsa insostituibile della vita sociale, etica e civile di ogni uomo perché contribuisce a produrre un bene più alto, la salute e il benessere per gli altri».
Il presidente della Fondazione, l’imprenditore Enzo Menniti, molto vicino a don Primo, ricorda: «Il grido di dolore di tante persone che don Primo aveva raccolto, ci ha messo le ali ai piedi. È diventato l’anima di un sogno creare un polo oncologico di eccellenza presso il grande ospedale, da poco completato, di Sant’Agata dei Goti, a ridosso della Provincia di Napoli e Caserta, dove è più forte l’incidenza dei tumori, mentre sono carenti le strutture per curarli. L’Istituto “Pascale“ di Napoli per la cura e la ricerca dei tumori scoppia». La situazione è sempre più insostenibile: persone che dovrebbero essere operate in breve tempo, devono aspettare mesi. La Regione campana ha speso 230 milioni di euro per mandare gli ammalati in altri ospedali italiani con gravi disagi per le famiglie e costi molto alti. Manca una prevenzione capillare nella popolazione, chi s’imbatte nel cancro, si ritrova in una solitudine drammatica, non sa cosa fare, come curarsi.
Il polo oncologico, promosso da “La Casa della speranza”, sarà dotato di hospice, riabilitazione specialistica delle varie patologie dal tumore. Tra i servizi previsti un centro di prevenzione oncologica, un centro di epidemiologia regionale e registro, medicina nucleare con Pet e scintigrafia tradizionale e chirurgia, più nove strutture integrate e suddivise per radiologia. Spiega ancora Enzo Menniti: «Hanno sottoscritto il protocollo per questo progetto 32 Comuni e siamo riusciti a mettere in rete Asl, la Regione Campania, la Fondazione Pascale, la Cei e gli enti locali. Negli ultimi vent’anni in Campania il tasso di mortalità è salito dal 22,1 al 38 per cento mentre in Italia è sceso dal 12,1 al 10 per cento. La media nazionale è del 14 per cento. La vita come il cancro non aspetta e il diritto alla salute è un valore imprescindibile di cui ogni cittadino deve avvalersi. La posta in gioco è davvero alta. Rabbia, angoscia e disillusione aumentano proporzionalmente alle inadempienze delle strutture sanitarie. Le soluzioni per migliorare la situazione non possono più essere rinviate».
Il centro oncologico, nato dal grande cuore di don Primo e dalla decisione di persone di buona volontà di mettersi in gioco, di “sporcarsi le mani” e di sognare, diventerà il secondo polo oncologico campano a supporto delle strutture sanitarie pubbliche. E avrà come corollario benessere@stpauls.it le iniziative de “La casa della speranza” , come il progetto “Lancia il cuore oltre l’ostacolo” per prevenire la morte improvvisa in età giovanile, che prevede controlli specialistici e screening cardiologico su tutti i ragazzi delle scuole di Caserta, a cominciare da quelle secondarie.
«Ci siamo resi conto che questo è un problema su cui non tutti sanno di dover fare i conti. Invece è molto grave, perché è asintomatico e presente in giovani apparentemente sani. Ne sono affetti 4-5 soggetti per anno ogni 100.000 giovani sotto i 35 anni. Soltanto con un’attenta visita specialistica si può sospettare che il ragazzo possa avere qualche problema. L’unico sintomo reale resta, di fatto, il momento fatale in cui il ragazzo muore improvvisamente, mentre sta giocando al pallone con gli amici».
Anche la popolazione di Caserta ha potuto usufruire delle iniziative de “La casa della speranza”. Per due giorni, sotto la tenda realizzata dalla Fondazione nella piazza Vanvitelli, trenta medici volontari hanno effettuato controlli specialistici gratuiti in cinque studi medici assistiti. Centinaia di persone, dal più piccolo di cinque mesi agli ultraottantenni, hanno potuto usufruire dello screening . «In una terra dove i tumori stanno in agguato non c’è altra via da percorre che quella dell’indagine preventiva. Farsi controllare, monitorare la propria salute, è l’unica vera possibilità di tutela che abbiamo», dice Enzo Menniti e, a proposito del polo oncologico, confessa: «Per alcuni compagni di viaggio questo progetto è un’utopia, per noi, figli spirituali di don Primo Poggi, è una profezia. Siamo impegnati a interpretare i segni del nostro tempo segni di speranza anche qui a Caserta».

 
 
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