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martedì 22 giugno 2021
 
Solidarietà
 

La casa di Alda Merini riprende vita grazie a quattro associazioni di donne

01/02/2021  Cetec, Ebano, Errante, Promise, quattro realtà milanesi che si occupano di aiutare le donne emarginate, ex prostitute, carcerate, hanno costituito l'associazione Piccola ape furibonda, da un verso della poetessa milanese, per rianimare con numerosi progetti sociali e culturali la sua abitazione

Quattro associazioni si sono unite e hanno fatto rete, vincendo il bando del Municipio 6 del Comune di Milano, per riprogrammare le attività della Casa delle Arti Spazio Alda Merini. Sono tutte associazioni “al femminile”, caratterizzate dal comune intento sociale e dall’attenzione a situazioni di “fragilità”.
La capofila è Cetec, coordinata dalla regista e drammaturga Donatella Massimilla, che da 30 anni organizza laboratori e produzioni teatrali con detenute ed ex detenute del carcere di San Vittore. Cetec ha dato vita a spettacoli divenuti successi nazionali e internazionali, incentrati sulla drammaturgia contemporanea, ispirandosi anche a donne straordinarie come la Merini, che è stata spesso in carcere ad assistervi, definendo le attrici “fiori bellissimi avvinghiati a quelle sbarre.”
La regista Massimilla pertanto, conoscendo personalmente  Alda Merini e la complessità della sua opera letteraria, ha costituito ora “Piccola Ape Furibonda”, nome ispirato ai versi della poetessa, unendo Cetec ad altre giovani associazioni per poter avvicinare le nuove generazioni alla recitazione, all’arte, proponendo anche opportunità di lavoro.  Ha così coinvolto nel progetto Ebano, che offre servizi per le donne in condizioni di marginalità, Errante, composta da donne under30 a Quarto Oggiaro che gestisce eventi artistico-culturali per favorire l’integrazione sociale in una zona di frontiera, Promise che favorisce la conoscenza delle nuove tecnologie e la comunicazione digitale per le donne, per un inserimento qualificato nel mondo lavorativo.
«Sono un’ape laboriosa tra tante piccole “api furibonde”, infatti le nostre associazioni sono resilienti e propositive di progetti sempre più innovativi – spiega Donatella Massimilla che nel 2018 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro. Soprattutto in questo momento, a causa della pandemia, con i teatri chiusi e le carceri inaccessibili, poiché anche noi operatori non possiamo entrare, abbiamo scoperto nuovi mezzi di comunicazione, come corsi online e in streaming, anche se ogni giorno speriamo di poter tornare a interagire dal vivo con le persone. Purtroppo, infatti, non si può fare tutto online e soffro molto, poiché, per esempio a San Vittore, non è possibile attivare la formazione a distanza e collegarci con le nostre attrici detenute, mentre mi ha molto stupito poter continuare un laboratorio di teatro online con un gruppo di donne ultraottantenni che si sono sempre collegate alle lezioni con l’aiuto di figli e nipoti, così da poter proseguire alcuni corsi che interrompono la loro solitudine di questi mesi.»
Con l’aggiudicazione del bando del Comune di Milano, le quattro associazioni insieme daranno nuova vita alla Casa delle Arti Spazio Alda Merini, sperando di poter inaugurare, emergenza sanitaria permettendolo, la nuova gestione il 21 marzo, nel giorno del compleanno della poetessa, con un percorso all’aperto che, partendo dal ponte a lei dedicato in Ripa di Porta Ticinese 37, arrivi fino alla casa in via Magolfa 32. 
«Stiamo lavorando perché la Casa di Alda Merini – prosegue la Massimilla - diventi un luogo in cui si insegna un mestiere culturale poiché anche oggi ne abbiamo tanto bisogno. Le guide del museo, infatti, saranno ex detenute, donne immigrate, così da poter avviare un inserimento lavorativo per loro. Inoltre, proporremo laboratori in cui mostreremo agli studenti delle scuole come si svolgono alcuni mestieri. Per esempio Alberto Casiraghi della casa editrice Pulcinoelefante, che pubblica le sue opere usando la stampa a mano con caratteri mobili, spiegherà la tecnica, mostrando anche come realizza le incisioni; gli adolescenti non si immaginano come alcuni mestieri manuali di precisione e dedizione si possano fare anche oggi. Alberto mi ha raccontato, fra i tanti aneddoti, di quando Alda, di notte, gli dettava alcuni versi e lui, subito, componeva il libro e glielo portava stampato la mattina dopo. 
Desidero che la Casa di Alda diventi un nuovo spazio di interazione, come accade in altre case di artiste famose, come la Casa Azul di Frida Kahlo, che ho visitato a Città del Messico. Davanti al “muro degli angeli”, la parete della camera su cui la Merini scriveva alcuni spunti e idee, usando anche il rossetto, le attrici della mia compagnia reciteranno stralci delle sue poesie, tratte dal nostro spettacolo San Vittore Globe Theatre, che voglio adattare e trasformare in teatro da camera, sottolineando una diversa fruizione emotiva e simbolica, rispetto ai palcoscenici tradizionali. Come diceva Brecht “teatro e arte sono luogo di cambiamento per le persone”, e io, entrando in carcere con i miei collaboratori, ho sempre constatato la trasformazione nelle persone con cui ho lavorato in questi anni e spero che così anche la Casa diventi un luogo di importanti cambiamenti per chi vi entra. 
Inoltre,  vi saranno performance, proiezioni cinematografiche, racconti autobiografici di giovani immigrate, come abbiamo già proposto in un laboratorio,  vincendo il Premio Milano Donna 2020, incontri con poeti contemporanei che potranno improvvisare poetry session per il pubblico in casa o nel giardino dove posizioneremo la nostra “Apecar di Street Theatre & Street Food” come bar esterno in cui lavorano le nostre ragazze, che abbiamo avviato a questo originale  lavoro, in cui si integrano recitazione e servizio di ristorazione. 
Al nostro fianco ci sono anche le figlie di Alda, in particolare stiamo collaborando con Barbara ed Emanuela che sono venute spesso anche a vedere i nostri spettacoli a San Vittore, così la mia idea del passaggio di testimone da una generazione all’altra si compie, con la speranza che Alda Merini entri stabilmente anche nei programmi scolastici.»
 

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