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sabato 22 gennaio 2022
 
pandemia
 

La Cei: «A Messa e per le altre attività consigliato utilizzare le FFP2»

10/01/2022  Nessun obbligo ma, scrive la Segreteria generale della Conferenza episcopale italiana, sono «vivamente consigliate» le mascherine che hanno maggiore potere filtrante anche per gli incontri di catechismo e tutte le altre attività parrocchiali. Ogni comunità invitata a farne scorta per donarla a chi non ce l'ha

A Messa è meglio partecipare con la mascherina FFP2 che ha una maggiore capacità filtrante anche se non serve il Green Pass, anche se non c'è nessun obbligo come ventilato da alcune indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi. È consigliato l’utilizzo della FFP2 anche per tutte le attività organizzate da parrocchie e diocesi. Le parrocchie, è il suggerimento, ne tengano alcune di scorta da far utilizzare «a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata». Anche per i catechisti, animatori ed educatori è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2 come pure ai ragazzi e adulti che partecipano agli incontri di catechesi.

Sono le indicazioni che la Segreteria generale della Cei ha inviato lunedì a tutti i vescovi italiani con alcuni consigli per far fronte al riacutizzarsi della pandemia. «Consci della situazione generale», scrive la Conferenza episcopale italiana, «raccomandiamo a tutti prudenza, senso di responsabilità e rispetto delle indicazioni utili a contenere l’epidemia. Al riguardo, sono ormai noti gli aggiornamenti normativi introdotti dagli ultimi tre decreti legge (DL 24 dicembre 2021, n. 221; DL 30 dicembre 2021, n. 229; DL 7 gennaio 2022, n.1)».

Purtroppo, continua la nota, «la pandemia non accenna a finire e proprio in questi giorni il numero dei contagi continua a salire. Si tratta senza dubbio di una grande prova per tutti: malati e sofferenti, medici e operatori sanitari, anziani e minori, poveri, famiglie. E anche per i sacerdoti che, nonostante tutto, sono sempre prossimi al Popolo di Dio; per i catechisti, gli educatori e gli operatori pastorali, veri maestri e testimoni».

Poi vengono fornite alcune indicazioni pratiche per i vari ambiti.

Per le celebrazioni liturgiche «non è richiesto il Green Pass», scrive la Cei, «ma si continua a osservare quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote… Occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie…) dopo ogni celebrazione. Circa le mascherine, il Protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni».

Per quanto riguarda il Catechismo «le disposizioni», si legge nella nota, «circa il tracciamento scolastico prevedono, in alcuni casi, la “sorveglianza con testing”: a seguito di contatto stretto in ambito scolastico, studenti e docenti non vengono posti immediatamente in quarantena ma devono sottoporsi a tampone il prima possibile e nuovamente cinque giorni dopo. Le indicazioni del Ministero della Salute sconsigliano la partecipazione ad attività extrascolastiche durante tale periodo, tra il primo e il secondo tampone. Pertanto, chi è sottoposto a “sorveglianza con testing” non potrà partecipare al catechismo, pur risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo. Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori…) è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2. Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina sia raccomandata. Può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine FFP2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata».

I vescovi ricordano che «a partire dal giorno 8 gennaio 2022, è stato introdotto l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni. La vaccinazione può essere omessa o differita in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore. Dal 1° febbraio 2022 saranno in vigore le sanzioni pecuniarie per coloro che non vi adempiono e dal 15 febbraio 2022 sarà necessario il Green Pass rafforzato (cfr allegato) per l’accesso ai luoghi di lavoro per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età».

Infine, sottolinea la Cei, «dal 1° febbraio 2022 è stato introdotto l’obbligo vaccinale per tutto il personale universitario, senza limiti di età. Ne consegue che il personale delle Facoltà Teologiche e degli Istituti di Scienze Religiose nonché i docenti dei corsi curriculari nei Seminari sono tenuti a possedere il Green Pass rafforzato a partire dal 1° febbraio 2022. Le modalità di controllo sono le stesse fino ad ora attuate per il Green Pass base».

 
 
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