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mercoledì 17 aprile 2024
 
CAMMINO SINODALE
 

Le Linee guida: la Chiesa diventi casa dalle porte aperte

01/08/2023  Nel numero 31 di Famiglia Cristiana, la presentazione del documento che fa il punto sull'evento ecclesiale: riflessioni, idee, progetti per far sì che le donne e gli uomini dell'Italia di oggi incontrino il Vangelo. I temi: missione, comunicazione, formazione, corresponsabilità, strutture. Nel maggio 2024 il via alla fase profetica (e alle decisioni)

Sopra: gruppi di lavoro riflettono sui temi del Cammino sinodale il 24 maggio 2023 nell'Aula Paolo VI, in Vaticano. Foto Osservatore Romano/Vatican Media. In alto: Una riunione del Cammino sinodale a Roma, nel maggio 2023. Foto Imago Mundi/Siciliani/Gennari. In copertina: una seduta della 77a Assemblea generale dei vescovi italiani svoltasi a Rona, dal 22 al 25 maggio 2023. Foto Catholic Press Photo.
Sopra: gruppi di lavoro riflettono sui temi del Cammino sinodale il 24 maggio 2023 nell'Aula Paolo VI, in Vaticano. Foto Osservatore Romano/Vatican Media. In alto: Una riunione del Cammino sinodale a Roma, nel maggio 2023. Foto Imago Mundi/Siciliani/Gennari. In copertina: una seduta della 77a Assemblea generale dei vescovi italiani svoltasi a Rona, dal 22 al 25 maggio 2023. Foto Catholic Press Photo.

Gettano un ponte verso la terza e ultima fase, quella profetica, che comincerà nel maggio 2024 e caratterizzerà tutto il 2025. I vescovi italiani offrono alle comunità locali riflessioni e spunti per «rendere più efficace l’incontro tra il Vangelo, energia vivificante e perenne, e l’umanità di oggi». Le idee sono raccolte in un agile documento di 32 pagine, intitolato Si avvicinò e camminava con loro (di sfondo: Gesù che con i discepoli di Emmaus condivide strada, dubbi, angosce, speranze) ed è volutamente datato 11 luglio, festa di San Benedetto, patrono d’Europa.

Le ultime Linee guida del Cammino sinodale, frutto della fase narrativa durata due anni, tengono conto di quanto fatto tra il 2021 e il 2022, una sorta di “censimento” dell’esistente, attese e problemi inclusi, e orientano la fase sapienziale, 2022-2023, che ha già attivato oltre un migliaio di esperienze diocesane. Il documento evidenzia cinque temi: 1) la missione secondo lo stile di prossimità; 2) il linguaggio e la comunicazione; 3) la formazione alla fede e alla vita; 4) la sinodalità lità permanente e la corresponsabilità; 5) il cambiamento delle strutture. Ogni tema si articola in alcuni sottotitoli che esplicitano le questioni emerse. Obiettivo dichiarato: «Aprire strade da percorrere perché tutti abbiano posto nella Chiesa, a prescindere dalla loro condizione socioeconomica, dalla loro origine, dallo status legale, dall’orientamento sessuale». «È emersa la necessità di un impegno attivo in alcuni ambiti cruciali», precisa il testo, «come la costruzione della pace, la cura dell’ambiente, il dialogo tra le culture e le religioni, l’inclusione dei poveri, degli anziani, delle persone ammalate o con disabilità». In tutti questi ambiti, per la Cei, è «necessario il contributo delle persone laiche, impegnate in prima persona nella vita professionale, civile e sociale. Un tempo funzionava il modello delle scuole sociopolitiche, che hanno accompagnato generazioni di laiche e laici impegnati. Occorre riflettere su quali vie sperimentare per offrire laboratori di formazione di pensieri e azioni ispirati ai valori cristiani».

Nelle Linee guida ci si interroga anche su come stare accanto ai giovani, preso atto del loro «clamoroso distacco dal “sentiment” religioso e dalla vita della Chiesa». «Per entrare in sintonia, non basta insistere su una dottrina, magari resa pop da nuovi stratagemmi mediali», bisogna piuttosto riflettere su «quali siano le pratiche possibili per coinvolgere le nuove generazioni e costruire con loro spazi di riflessione sui temi esistenziali e teologici», nonché «sui modi in cui i linguaggi parlati dai giovani, con le loro forme spesso mediate tecnologicamente, possono esprimere certe fragilità, un reale desiderio di comunità, un autentico bisogno di orientamento». «È urgente un riconoscimento reale del senso e del ruolo delle donne all’interno della Chiesa», prosegue ancora il documento: «Non si tratta di estendere prerogative, ma di ripensare in radice il contributo femminile in rapporto al senso stesso della ministerialità e al profilo dell’autorità nella Chiesa»

. Le Linee guida ipotizzano anche approfondimenti sulla religiosità popolare e sulla natura dei padrini e delle madrine. «Pur nella difficoltà del tempo presente, è emerso l’essenziale: annunciare il Vangelo, incontrare le persone nuovamente e darsi strumenti adeguati per farlo », osserva monsignor Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale e segretario del Gruppo di coordinamento del Cammino sinodale. «È un documento interessante che cambia prospettiva», aggiunge la teologa Stella Morra, «non solo e non tanto per i temi trattati, ma perché, non dando risposte preconfenzionate, propone di lavorare sullo stile delle Chiese, più coinvolgente». Nella versione online (famigliacristiana. it) pubblichiamo i loro commenti integrali.

 

 
 
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