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La Chiesa mobilitata per soccorrere il Libano ferito

08/08/2020  Gli aiuti di Papa Francesco e della Cei sono già partiti, ma anche le Diocesi si stanno mobilitando per portare aiuto a Caritas Libano, impegnata da subito con feriti e sfollati

La Chiesa si mobilita per sostenere il Libano ferito dalle due ancora poco chiare esplosioni che hanno devastato Beirut, uccidendone centinaia, ferendone migliaia e lasciandone un numero imprecisato senza casa, in mezzo a una strada.

«I bisogni più urgenti», ha spiegato la Conferenza Episcopale Italiana, che ha stanziato un milione di euro, per andare in soccorso alle persone colpite «sono l'assistenza sanitaria per i feriti, cibo, acqua, alloggio per gli sfollati, sostegno psico-sociale per i soggetti più vulnerabili». Lo stanziamento Cei è destinato al sostegno dei piani di intervento d'emergenza di Caritas Libano, tramite Caritas Italiana, per i prossimi 12 mesi.

In coordinamento con le agenzie umanitarie presenti, la Caritas sta già fornendo cibo, farmaci, assistenza medica, beni di prima necessità, kit igienico sanitari, e prevede di continuare tali azioni per i prossimi mesi. In linea con l’appello lanciato da Caritas Libano, impegnata da subito con centinaia di volontari “a portare soccorso ai feriti, sgombrare abitazioni, negozi e strade dalle macerie, distribuire acqua e cibo agli sfollati, fornire sostegno psicologico soprattutto ai bambini, terrorizzati da quanto accaduto. Tre team medici mobili di Caritas Libano sono stati attivati per sostenere i medici negli ospedali, ormai al collasso”. Mercoledì 5 agosto, dopo una teleconferenza internazionale cui hanno partecipato 31 operatori di 16 Caritas nazionali di tutto il mondo, Caritas Libano si è detta pronta a lanciare una prima risposta di urgenza (rapid response), contando sull’aiuto finanziario e tecnico della rete Caritas. Tre i “bisogni urgenti” emersi nell’incontro on line sono: “assistenza sanitaria per gli oltre 5.000 feriti (inclusa la salute mentale), cibo e acqua, alloggio per i 300mila sfollati”. Ma mancano anche dispositivi di protezione necessari a difendere soccorritori e popolazione dai gas tossici lasciati nell’aria dalle esplosioni.

Gli aiuti della Cei si aggiungono alla donazione di Papa Francesco che ha inviato, tramite il Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, 250.000 euro "in sostegno alle necessità della Chiesa libanese in questi momenti di difficoltà e di sofferenza. L'aiuto di papa Francesco è stato trasmesso tramite la Nunziatura Apostolica a Beirut e servirà per soccorrere le persone colpite «A fronte delle urgenti necessità, è stata immediata la risposta di soccorso da parte delle strutture cattoliche, mediante centri di accoglienza per gli sfollati, unitamente all'azione di Caritas Libano, Caritas Internationalis e varie Caritas sorelle». Anche le singole diocesi italiane si sono mobilitate per rispondere all’appello per Beirut lanciato da Papa Francesco di mercoledì scorso al termine dell’Udienza generale. Il lavoro da fare è ancora tantissio.

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