logo san paolo
domenica 07 agosto 2022
 
Ortodossi
 

La Chiesa ucraina lascia Mosca: «Kirill non ci ha difesi»

28/05/2022  Dopo lo scisma della Chiesa autocefala del 2019, anche la parte, maggioritaria, che era rimasta fedele al patriarcato russo annuncia la sua indipendenza. Sempre più complesse le relazioni tra ortodossi nella martoriata terra di Kiev

La Chiesa ortodossa ucraina, finora legata a Mosca anche se aveva sospeso dall’inizio della guerra la “memoria di Kirill” nelle liturgie, ha annunciato la rottura con il patriarcato e dichiarato la sua «piena indipendenza» dalle autorità religiose russe. La storica decisione è arrivata al termine del Consiglio del Patriarcato della Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca (Uoc) interamente dedicato alle «questioni della vita della Chiesa sorte a seguito dell'aggressione militare della Federazione Russa contro l'Ucraina». Non sono piaciute, alla Chiesa guidata dal patriarca Onufriy le posizioni del patriarca di Mosca che, ha dichiarato il portavoce della Chiesa ortodossa ucraina, l’arcivescovo Kliment, «non solo non è riuscito a condannare l'aggressione militare russa, ma non è nemmeno riuscito a trovare parole per il popolo ucraino sofferente». I rapporti «complicati o assenti» con Mosca ha determinato quello che, di fatto, è il secondo scisma della Chiesa ucraina dopo quello seguito all’invasione del Donbass e all’annessione della Crimea. Il Consiglio, che comunque continua a chiedere negoziati tra Kiev e Mosca, condanna però anche il trasferimento di comunità e beni dalla Chiesa che finora faceva parte del patriarcato di Mosca a quella autocefala che fa capo a Costantinopoli. Nel periodo analizzato, dal 24 febbraio al 12 maggio, sono oltre 200 le comunità, in Ucraina che hanno lasciato le parrocchie legate a Mosca.

Nonostante le spaccature interne al mondo ortodosso, il Consiglio fa appello a tutti perché si percorra ogni via possibile per «fermare lo spargimento di sangue».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo