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La storia della chiesetta dove si rifugiava Wojtyla

31/01/2014  Il Pontefice "scappava" spesso dal Vaticano per rifugiarsi tra le montagne d'Abruzzo e un giorno scoprì la piccola pieve di San Pietro della Jenca che diventò il suo rifugio segreto dove veniva per passeggiare e pregare. Nel 2011 è stato eretto a Santuario di Giovanni Paolo II e gli è stata donata la reliquia del Papa polacco

Il piccolo Santuario di San Pietro della Jenca, ai piedi del Gran Sasso, era una delle soste privilegiate di Giovanni Paolo II quando saliva su queste montagne per passeggiare. Per ricordare questo legame speciale, il 18 maggio 2005 è stata dedicata una cima a Karol Wojtyla, sulla Cresta delle delle Malecoste, nei pressi di Pizzo Cefalone.

La reliquia, trafugata dalla piccola chiesetta di montagna e poi ritrovata, custodisce un pezzetto di stoffa, intriso di sangue,della tunica che il Papa polacco indossava durante l’attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro. A donarla, nel 2011, è stato il cardinale cardinale Stanislaw Dziwisz, per oltre cinquant'anni segretario personale di Wojtyla.

In questi luoghi il Pontefice, che il prossimo 27 aprile verrà proclamato santo, si è recato migliaia di volte in gran segreto. Una volta, bloccato da una bufera di neve, mentre si recava a sciare a Campo Imperatore, cambiò strada e vide, da lontano, il borgo. Restò molto colpito dalla bellezza del luogo e dal grande silenzio. Da quel momento Wojtyla, che amava “scappare” dal Vaticano e immergersi nella natura,  è arrivato qui diverse volte, anche in segreto, per passeggiare e pregare.

Nel dicembre del 1995 però la sua presenza tra queste montagne trapelò e fu resa pubblica. Suscitò grande attenzione anche perché pochi giorni prima aveva accusato un malore in diretta tv. Da allora, il legame tra il Papa e San Pietro della Jenca si è consolidato.

Vicino alla chiesetta c’è adesso una scultura in bronzo dedicata al Pontefice, opera dell'artista Fiorenzo Bacci. E il 18 maggio 2011 è stata eretta ufficialmente a Santuario di Giovanni Paolo II, con una solenne cerimonia grazie al lavoro certosino dell'associazione “San Pietro della Jenca”, presieduta da Pasquale Corriere.

 
 
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