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venerdì 23 febbraio 2024
 
il caso
 

«La chiusura delle scuole un fallimento per tutti»

08/03/2021  Il direttore dell'Istituto Freud di Milano, Daniele Nappo: «Avremmo potuto farcela come in gran parte d'Europa. Purtroppo, tranne che per chi ci lavora, la scuola non è mai stata in cima alla lista delle precedenze, ma delle preoccupazioni. Sono i giovani a pagare, adesso. Pagheremo tutti, domani, per questo buco nero educativo senza precedenti»

«Si richiude la scuola: abbiamo fallito tutti, chiudere le scuole è una decisione gravissima. Non per colpa del mondo della scuola, ma di tutto quello che gli ruota intorno. Avremmo potuto farcela, in gran parte d'Europa ce l'hanno fatta e da ben prima di noi». A dirlo è Daniele Nappo, direttore dell'Istituto Freud di Milano, oltre 750 studenti delle superiori, preannunciando una ricerca-focus sui danni nell'apprendimento per i giovani costretti a un apprendimento a zig-zag.

«Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha chiarito che i dati attestano che la trasmissione del virus a scuola è limitata - sottolinea il dirigente -. Accettare l'interruzione delle lezioni in presenza è complicato se ogni sera ci sono centinaia di ragazzi in giro nei luoghi della movida, senza controlli sugli assembramenti. Nonostante le incertezze, la chiusura delle scuole è stata una delle misure restrittive decretate con maggiore disinvoltura: sia perché la correlazione tra scuole aperte e maggiori contagi di fatto è stata sempre data per scontata, sia perché è uno dei provvedimenti più semplici da attuare».

Alla fine tre mesi non sono bastati, per salvare la scuola italiana, non siamo stati in grado di costruirle intorno sicurezza - viene osservato -. Ma le cose richieste non erano irrealizzabili. Incrementare corse e capienza dei mezzi pubblici, in città ma "tutto è come prima" fra bus e metro; scaglionare con efficacia ingressi e uscite, partire con un piano di screening con tamponi rapidi nelle classi dove fosse avvertito un caso di positività per sgravare il sistema degli esami molecolari e non bloccare intere classi e istituti. «Tranne che per chi ci lavora, la scuola non è mai stata in cima alla lista delle precedenze, ma delle preoccupazioni. Sono i giovani a pagare, adesso. Pagheremo tutti, domani, per questo buco nero educativo senza precedenti», conclude Nappo.

 
 
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