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giovedì 18 agosto 2022
 
 

La ciliegina sulla cooperativa

26/11/2012  Aiutare le donne bosniache a fare impresa partendo dalle risorse della terra: è quello l'obiettivo di uno dei tanti progetti della ong Tamat in Bosnia

Agricoltura, ambiente e turismo: sono i settori dei Paesi in via di sviluppo di cui si occupa l'ong Tamat, composta da esperti e professionisti, referenti del mondo universitario, volontari e studenti, realizzando prevalentemente dal 1995 progetti di cooperazione internazionale e decentrata. Discorso diverso, invece, per il fronte italiano, dove si punta più forte sull'educazione allo sviluppo nel segno dell'interculturalità e della sensibilizzazione sulle problematiche che interessano il Sud del mondo. All'estero i progetti di sviluppo di Tamat perseguono innanzitutto obiettivi di sostenibilità economica, sociale e ambientale: le prime beneficiarie devono essere le popolazioni locali a cui, in cambio, si "richiede" un coinvolgimento quanto più diretto possibile. Dal confronto, anzi, emergono esigenze e si prospettano soluzioni più idonee alle specifiche esigenze della comunità: combattere la povertà non è l'unico motore dei progetti, ma c'è anche un aspetto più legato alla diffusione della consapevolezza dei proprio diritti, della propria dignità. In un contesto differente come quello italiano, l'organizzazione ha fatto delle scuole il teatro per le proprie iniziative: dagli incontri in aula con docenti e alunni sono nati gli spunti per affrontare la questione delle discriminazioni, dei pregiudizi, dei luoghi comuni da sfatare.

Raccontiamo qui, a titolo esemplificativo il caso dei progetti che Tamat porta avanti in Bosnia, cominciati all'indomani della fine della tragica guerra civile nel novembre del 1995 con gli accordi di Dayton. Questi accordi hanno "congelato" una situazione di compromesso che però non ha risolto del tutto i gravi problemi e le divisioni etniche sorte durante la guerra. Il processo di normalizzazione è strettamente legato alla ripresa dello sviluppo economico soprattutto delle aree rurali, dove le potenzialità del territorio, in special modo nell'Erzegovina, permettono  di creare piccole attività agricole familiari. Servono però gli strumenti idonei e qui si inserisce il ruolo di Tamat che con il progetto "Ruralia", in corso nella municipalità di Stolac e cofinanziato dal Ministero degli affari esteri, intende accompagnare e favorire l’imprenditoria femminile in campo agricolo. Secondariamente è prevista anche l’inclusione di 10 soggetti svantaggiati (persone con disabilità fisiche o mentali) che parteciperanno al progetto pilota. Partner locale del progetto è la Cooperativa di donne "Hercegovka" e in Italia l'Associazione "Arcs".

L'attività di sostegno si concretizza innanzitutto nell'individuazione dei fabbisogni formativi e strumentali attraverso attività di focus group a cui partecipano le donne della Cooperativa; completata la formazione tecnica e gestionale, si procede con l’acquisto di macchinari, strumenti e input, per aumentare la produzione dal punto di vista quali-quantitativo e per realizzare produzioni agroalimentari (marmellate, succhi, oli essenziali). Una filiera che con le conoscenze acquisite dovrebbe essere in grado non solo di sostenere autonomamente il progetto, ma di posizionarsi al meglio dal punto di vista "strategico" su un mercato in cui comunque la concorrenza non manca. Il progetto intende rafforzare lo sviluppo della cooperativa Hercegovka in vista di un suo ampliamento e di un conseguente beneficio per un numero più vasto di socie (e, indirettamente, per l’intera comunità di Stolac). Contemporaneamente, esso mira all’attivazione di un progetto pilota di agricoltura sociale per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate di cui saranno responsabili in prima persona le socie stesse. L’intervento intende rispondere a tre problematiche: la domanda di occupazione (in particolare delle donne), la riattivazione di un processo di sviluppo locale, l’inclusione sociale.

Patrizia è appena tornata da un nuovo viaggio in Bosnia. Non ci andava dalla scorsa estate. Ecco cosa ha visto per noi. «Oggi piove a Stolac. È strano dopo 4 mesi di siccità straordinaria, vedere l'acqua che bagna i campi e le piante assetate. Sembrava di stare in Africa la scorsa estate in Erzegovina, anche 48 gradi all'ombra. Conferme del clima che cambia. Qui in Bosnia Erzegovina l'Organizzazione non governativa italiana Tamat è presente dal 1998, tre anni dopo la fine della tragica guerra civile che ha straziato i paesi della ex-Jugoslavia. Di anno in anno per fortuna le cose stanno migliorando anche se a piccoli passi e ancora tanto c'è da fare, specialmente nelle aree rurali, dove i segni della guerra si vedono ancora sui muri delle case. Aspettiamo che finisca di piovere nella sede della cooperativa Herzegovka lavorando, con le donne socie della cooperativa, al confezionamento delle marmellate fatte con la frutta raccolta nei terreni delle piccolissime aziende a conduzione familiare dei membri della cooperativa».

«Domani il fiume Bregava che bagna la piccola cittadina di Stolac sarà di nuovo pieno di acqua e sarà possibile testare il tour in canoa, da proporre per il prossimo anno, che permette di partire dalle sorgenti della Bregava, nella vicina "Repubblica Serba di Bosnia" e arrivare, dopo oltre 18 km immersi nella natura, alla confluenza della Neretva, lo splendido grande fiume che passa sotto il famoso ponte di Mostar. Chi è stato a Medjugorje conosce bene le bellezze sia naturali che architettoniche di queste parti. Infatti tutto il turismo religioso che passa per Medjugorje prevede almeno una giornata nella vicina Mostar, dove nel 2004 è stato ricostruito l'antico splendido ponte grazie agli aiuti internazionali; da allora circa un milione e mezzo di persone arrivano qui, senza però sapere che tante altre cose si possono fare e vedere, non solo la passerella sul ponte e le foto di rito! Con l'attuale progetto "Ruralia", cofinanziato dalla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, italiano, Tamat sostiene la cooperativa Herzegovka con l'obiettivo di incrementare il reddito delle socie, proveniente, per la maggior parte, dal lavoro nei loro piccoli appezzamenti di terreno. Le attività previste sono molteplici tra le quali: acquisto di macchinari, formazione, supporto tecnico fornito da agronomi locali e italiani, supporto per la vendita dei prodotti, tramite azioni di marketing, acquisto di materiali per un packaging di qualità come etichette, bottiglie di vetro, confezioni. 

«Un distillatore a legna è stato acquistato con i soldi del progetto proprio per la produzione di pregiati oli essenziali che si utilizzano per vari scopi medicinali e cosmetici. Prossimo passo sarà anche quello di fare dei tradizionali saponi artigianali con i profumi della natura. Con il forno disidratatore, sempre comprato dal progetto "Ruralia", invece si stanno essiccando pomodori, melanzane, mele, fichi e altra frutta e verdura che così potranno essere utilizzate in inverno. Chi ha avuto la fortuna di assaggiare i prodotti dell'Erzegovina, avrà ritrovato i genuini sapori delle cose fatte tempi addietro, e non può non dimenticare le marmellate e il vino che con la sinergia di idee, tradizione e passione tra gli esperti di Tamat e le donne agricoltrici, si arricchiscono di interessanti combinazioni di gusti, come la splendida marmellate di pesche con fiori di lavanda, i fichi secchi con le mandorle, il succo di melograno, il vino alle visciole, e non continuo per non farvi venire l'acquolina in bocca!».

 
 
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