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venerdì 01 luglio 2022
 
l'iniziativa
 

La colomba realizzata dai detenuti del carcere di Lecce per i bimbi ucraini

28/03/2022  Il ricavato della vendita del dolce pasquale realizzato artigianalmente dai ragazzi di Social Food Corporation, il laboratorio gastronomico ideato dall’imprenditore Davide De Matteis dove lavorano detenuti a fine pena della casa circondariale Borgo San Nicola

Il ricavato della vendita delle colombe pasquali artigianali realizzate dai detenuti del carcere di Lecce interamente devoluto all’Unicef per sostenere i bambini vittime del conflitto in Ucraina.

È l’iniziativa “300mila per l’Ucraina” di Social Food Corporation, il laboratorio gastronomico ideato e lanciato nel 2019 dall’imprenditore Davide De Matteis nell’ex carcere minorile di Lecce, dove lavorano detenuti a fine pena, in accordo con il ministero della Giustizia.

Sono oltre 7,5 milioni i minori che hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria in Ucraina: acqua pulita, coperte per ripararsi dal freddo, cure mediche di base, kit per l’igiene personale e assistenza psico-sociale. Il 300mila di Lecce, tra le imprese amiche dell’Unicef, ha deciso di unirsi alla raccolta fondi con questa iniziativa in vista delle feste pasquali. Le colombe (al costo di 40 euro, un prezzo maggiorato per una giusta causa) si possono acquistare a Lecce presso il 300mila, in via 47° Reggimento Fanteria 5.

«La colomba è in gabbia, speriamo che la gabbia presto si apra e questa guerra insensata abbia fine», dice Davide De Matteis, patron del 300mila di Lecce nato nel 2021 dall’evoluzione del 300mila Lounge Bar (più volte miglior bar d’Italia per il Gambero Rosso) e del Nazionale Ristorante.

«Sono colombe artigianali, preparate con ingredienti di alta qualità, lievito madre di 20 anni e 30 ore di lievitazione, farcite con arance candite e mandorle di Toritto», spiega lo chef Marco Silvestro, che dirige Social Food Corporation, un progetto nato nel 2019 dal sogno di Davide De Matteis di creare un grande laboratorio dove mettere le “mani in pasta”, fare ricerca e produrre tutto ciò che viene pensato dal dolce al salato, che poi si è realizzato nell’ambito di una proposta di cooperazione con il ministero della Giustizia per il reinserimento lavorativo dei detenuti della Casa Circondariale di Borgo San Nicola, vicini al termine della pena.

In circa mille metri quadrati, nell’ex carcere minorile di Lecce, il Laboratorio ha diverse linee produttive e apparecchiature di ultima generazione, punta su filiera corta, rispetto del territorio, tutela dell’ambiente e della salute, ingredienti per lo più di origine biologica e del territorio pugliese, ricette tradizionali ed elaborate ad hoc.

Il valore rieducativo del lavoro in carcere

  

Oggi Social Food Corporation rifornisce il 300mila a Lecce e i punti "Orecchiette à porter" a Milano, Bergamo e Roma. Il progetto è in fase di sviluppo e a breve partirà con una struttura più ampia, un’offerta più ricca e nuove assunzioni.

Nei penitenziari italiani solo il 34% dei 54mila reclusi è impegnato in un lavoro (15.827 alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria e 2.130 di cooperative esterne), secondo il recente studio “Valutare l’impatto sociale del lavoro in carcere” promosso da Fondazione E. Zancan, Compagnia di San Paolo, Fondazione Con Il Sud con il patrocinio del ministero della Giustizia. Eppure i benefici del “lavoro autentico e abilitante” emersi sono tanti: significativa diminuzione della depressione, minore incidenza dell’obesità, riduzione dei farmaci consumati e delle visite mediche, diverso atteggiamento nei confronti della pena e minori rischi di violenza. Con un doppio vantaggio: il tasso di recidiva scende e la produttività sale. Se il 50% dei detenuti in Italia fosse impiegato nelle aziende produrrebbe un fatturato di 900 milioni di euro in più all’anno.

 
 
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