logo san paolo
mercoledì 05 ottobre 2022
 
 

La crocifissione, perché spettacolo e non dramma?

21/07/2022  Perché quando si parla della Crocifissione di Cristo si utilizza il termine "spettacolo" piuttosto che quello di "Dramma" che mi sembra molto più consono alla situazione?

ALDO PIROLA - Leggendo il Vangelo della passione di Gesù nel commento di Luca al capitolo 23, mi lascia perplesso l’espressione “spettacolo” del versetto 48. Non si è mai pensato di sostituirla con la parola “dramma”, che mi sembra più consona all’evento che si sta consumando?
 
In quel passo di Luca, che si trova subito dopo la morte di Gesù e la confessione di fede del centurione, leggiamo la frase: «Anche tutti quelli che erano convenuti per assistere allo spettacolo…» (Luca 23,48a). In greco c’è effettivamente la parola “theoria”, dal verbo “theorein” (che compare nella seconda parte della frase). Esso esprime un vedere-contemplare con interesse, come quando si assiste a uno spettacolo (dal latino “spectare”, contemplare). L’evangelista intende così presentare la folla come spettatrice commossa, che prende coscienza dell’ingiustizia commessa e della propria responsabilità: «Avevano contemplato quanto era accaduto, se ne tornavano battendosi il petto» (23,48b). Tale “spettacolo” spinge la gente a mostrare segni di pentimento e a desiderare di cambiare vita. Intento dell’evangelista è indicare gli effetti e i frutti che ci si attende dai cristiani, che nella celebrazione rivivono il mistero pasquale (“lo spettacolo” della redenzione).
 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo