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martedì 30 novembre 2021
 
 

La crudeltà non si è fermata ad Auschwitz e Birkenau

29/07/2016  Il Papa si affaccia alla finestra del vescovado e ricorda ai giovani, in particolare ai senza tetto, malati e disabili, i dolori di oggi. Parla della Via Crucis, della visita ai bambini malati, della mattina passata nei campi di concentramento. "Anche oggi", dice, "c'è crudeltà in tante parti del mondo".

Cracovia, Polonia
Dal nostro inviato

Papa Francesco si affaccia alla finestra della casa del cardinale Dziwisz e racconta la giornata ad Auschwitz e a Birkenau: “Ho visto la crudeltà”. E’ una parola che ha pronunciato più volte e ha lasciata scritta sul libro del campo di concentramento. Ha esclamato: “Quanto dolore, crudeltà!”. Ha ricordato i poveri, i senzatetto, i malati e i disabili e ha legato la loro sofferenza a ciò che ha visto ad Auschwitz chiedendosi: “E’ mai possibile che noi uomini siamo capaci di fare queste cose? Le cose sono state fatte settantanni fa, ma va detta la verità:  la crudeltà non è finita, e anche oggi, sì anche oggi, si tortura la gente e tanti prigionieri sono torturati subito per farli parlare”.

Bergoglio ha denunciato il sovraffollamento delle carceri, dove “uomini e donne vivono come bestie”. E lo ha ripetuto due volte, spiegando che oggi “c’è questa crudeltà nel mondo”, perché “c’è la guerra” e accadono “le stesse cose di settanta anni fa”. Poi alzando gli occhi verso la folla di giovani che lo ascoltava e prima di invitarli a pregare con l’Ave Maria, ha aggiunto: “E’ un po’ triste quello che vi dico, ma è la realtà”.

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