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lunedì 26 luglio 2021
 
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La democrazia ha sconfitto il virus: termina con pareggio la sfida tra centrodestra e Centrosinistra. Vittoria dei sì al referendum sul taglio dei parlamentari

21/09/2020  La partecipazione al voto ha dimostrato che la voglia di partecipare è più forte della paura del contagio. Alle regionali un pareggio sostanziale tra Centrodestra e Centrosinistra che sostanzialmente evita la "spallata" cercata da Salvini e rafforza il governo. Il Veneto ha un nuovo doge: Luca Zaia, riconfermato a furor di popolo.

Per il Centrosinistra, viste le premesse, è molto più di un pareggio. Per il Centrodestra, non c’è stata la spallata desiderata da Salvini, ma poteva andare peggio. Per il Governo, un contributo alla sua tenuta, anche in virtù della vittoria netta del sì al referendum sul taglio dei parlamentari, cavallo di battaglia, come è noto, dei Cinque Stelle (un po’ meno del Pd). Finisce 3-3 la partita delle Regionali. Si conferma il successo annunciato dei due governatori bandiera. Il veneto ha un nuovo doge, Luca Zaia, riconfermato presidente del Veneto a furor di popolo,  con un plebiscito che supera il 75 per cento dei voti. Vincenzo De Luca è stato rieletto alla guida della Regione Campania con oltre il 60 per cento. In entrambi i casi ha certamente premiato la gestione delle misure prese per fronteggiare la pandemia. Toti in Liguria sfrutta l’effetto Ponte Morandi e batte lo sfidante Ferruccio Sansa con il 54,9%. Anche Emiliano in Puglia prevale sul suo sfidante del Centrodestra Fitto. Ma per il Centrosinistra il vero sospiro di sollievo arriva dalla Toscana. Vince il candidato Eugenio Giani, che conferma il predominio della sinistre su una regione simbolo. Le Marche invece cambiano colore e passano al Centrodestra: ad Acquaroli il 49,6% dei voti.

Alcune prime considerazioni su questa tornata elettorale, la prima dopo l’emergenza Covid, si possono fare. Innanzitutto, visti i dati di affluenza alle urne, la gente ha voglia di partecipare e non ha avuto paura del virus. La democrazia, si potrebbe dire, vince sul coronavirus. In secondo luogo è chiaro, come detto all’inizio, che il governo ne esce rafforzato. Questo è il voto della "stabilità", un voto che potrebbe accompagnare la coalizione giallorossa di Conte verso la fine della legislatura, passando per l'elezione del Capo dello Stato (e addirittura con la rielezione di Mattarella). Non c’è stata la “spallata” di Salvini, Meloni e Berlusconi, come temevano nel Centrosinistra. Quanto al referendum , è chiaro che a questo punto dovrebbe riaprirsi una stagione di riforme onde evitare che il taglio dei parlamentari si trasformi in un “moncherino” costituzionale. Serve una nuova legge elettorale e altri “aggiustamenti” istituzionali. Lo promettono tutti i leader del partito, che avevano invitato unanimi i cittadini a votare per il sì (anche se i Cinque Stelle, i più convinti sostenitori del sì, sono quelli che passano al maggiore incasso di questa vittoria). Sapranno anche mantenere le promesse?

 

 

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