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giovedì 20 gennaio 2022
 
Unioni civili
 

La disciplina di partito e la libertà di coscienza

25/02/2016 

Ho trovato davvero esagerate le reazioni di alcuni esponenti politici e dei mass media alle parole del cardinale Bagnasco sulle unioni civili. Intanto, andrebbe sottolineato che anche i vescovi sono cittadini italiani e, come tali, hanno diritto a esprimersi su tutte le questioni, in particolare sui temi etici. Bagnasco ha solo espresso l’auspicio che su temi così delicati come le unioni civili e le adozioni per coppie omosessuali venisse rispettata la libertà di coscienza dei senatori. Il riferimento al voto segreto era contenuto nella domanda del giornalista, non nella risposta di Bagnasco! Trovo poi scorretto ipotizzare sempre divergenze di vedute con monsignor Galantino. In altre nazioni i rappresentanti di varie religioni hanno espresso le loro opinioni e nessuno li ha accusati di ingerenza negli affari di Stato. Mi sorge il dubbio che in Italia ci siano molti nostalgici del “pensiero unico”, e che si dia spazio ai vescovi e al Papa quando dicono cose “politicamente corrette”, mentre li si censura quando esprimono verità scomode. Mi auguro che lei possa dare spazio anche alle mie opinioni.

V.G

Di ritorno dal viaggio in Messico, papa Francesco, rispondendo a una domanda di un giornalista, ha detto: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata, che vuol dire non secondo quel che mi sembra o mi pare». Non credo che anche queste parole possano essere considerate come un’ingerenza negli affari di Stato. Fatte le debite distinzioni tra Chiesa e istituzioni politiche, e rispettate le reciproche autonomie, chiunque può e deve esprimere liberamente le proprie opinioni, in vista del bene comune. Su alcuni temi etici fondamentali, non può prevalere la disciplina di partito sulla coscienza dei parlamentari. Questa corsa a intestarsi la partita sulle unioni civili non solo è sospetta, ma anche deleteria.

 
 
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