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martedì 22 settembre 2020
 
 

La famiglia genera felicità

13/09/2013  Le relazioni del giurista Fiorenza Violini, del demografo Gian Carlo Blangiardo e dell'economista Stefano Zamagni.

Un momento dei lavori della 47° Settimana sociale dei cattolici italiani.
Un momento dei lavori della 47° Settimana sociale dei cattolici italiani.

Rilegge gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione la giurista Fiorenza Violini. La prima delle relatrici della giornata, ricorda che nella Carta fondamentale c’è un disegno unitario perché la famiglia sia letta come un organismo e non soltanto come una relazione di diritto privatistico. Insiste poi sulla parità tra i coniugi e sulla domanda fondamentale: “chi è l’uomo. Anzi chi è l’uomo perché te ne curi? Come dice la Bibbia. È la stessa nozione di uomo che oggi è sotto attacco ed è da questa domanda che bisogna ripartire perché non venga stravolta la nostra Costituzione e il nostro vivere civile”. Tra l’altro, aggiunge Stefano Zamagni, “la visione della famiglia così come descritta dalla Costituzione non è una “imposizione cattolica. Fu Togliatti a voler inserire il riconoscimento della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio,. Non qualcosa dunque di creato dallo Stato, ma di preesistente. Trovando poi, naturalmente l’appoggio di Moro, di Rossetti, di La Pira”.

In sala i quasi 1.500 delegati prendono appunti sui tablet e sui telefonini. Dall’alto dei palchi del teatro Regio si vede tutto un lampeggiare di nuove tecnologie. “Se le tecnologie sono nuove è la popolazione che è vecchia”, insiste però il demografo Gian Carlo Blangiardo. Dati alla mano spiega che sta cambiando in modo radicale la composizione per età della nostra popolazione. Quest’anno il saldo nati contro morti ha registrato un saldo negativo di 150 mila persone. “Quasi non ce ne siamo accorti grazie agli immigrati. Anche se, considerando nel calcolo le loro nascite il saldo è comunque di un meno 70 mila. Questo significa che siamo destinati sicuramente a dover fare i conti con un Paese più vecchio e dunque anche con un welfare che deve avere una diversa gestione”.

È indubbio comunque, dice ancora Zamagni, “che la famiglia dovrà tornare al centro dell’attenzione. Lo sta scoprendo l’impresa, che vede la maggior produttività di chi riesce ad armonizzare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, lo dice anche la curva della felicità che spiega che chi vive da solo è più infelice, anche quando è più ricco. Tutti gli studi ci dicono che la famiglia è un generatore di felicità”.

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