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mercoledì 29 giugno 2022
 
Il Teologo
 

«Chi non riconosce Gesù come Salvatore si salva o no?»

27/03/2019 

MARCO G. Se nell’Eucaristia siamo salvati dalla grazia di Cristo, chi non accetta il sacrificio di Gesù e non lo riconosce come Salvatore si salva o no?

La fede che salva è insieme dono (grazia) e risposta dell’uomo alla parola di Dio. Nella fede la grazia e la libertà si coniugano misteriosamente e, quando tale incontro si realizza, esso si esprime nelle opere e si celebra nei sacramenti, in particolare l’Eucaristia. Il Vangelo, infatti, accolto nella fede, non è una pura teoria, né un insieme di norme da eseguire, ma tende a incarnarsi e quindi a coinvolgere non solo la mente e lo spirito, ma anche il corpo del cristiano, in un incontro tanto reale da includere la fisicità del mangiare e del bere. Poiché l’atto di fede implica l’esercizio della libertà, è sempre possibile il rifiuto. Determinare fino a che punto sia deliberato e consapevole non spetta a noi. Anche la condanna compete solo a Dio. E se qualcuno accoglie la parola di Dio nell’autentica fede cristiana, non può non viverla nella sua logica sacramentale e nell’esperienza della comunità credente. Gli equivoci nascono perché non siamo in grado di innestare i sacramenti nella vita di fede e di mostrarne il nesso profondo e inscindibile. Di qui la necessità di un continuo impegno di evangelizzazione per la Chiesa e per ciascuno di noi.

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