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domenica 07 agosto 2022
 
GIUSTIZIA VIA BLOG
 

Il tribunale del popolo di Beppe Grillo

27/11/2014  Due parlamentari accusati di non aver devoluto all'apposito fondo parte della loro indennità vengono processati per direttissima dalla Rete. Ma i due deputati rigettano le accuse. E una collega lancia l'hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto

la Rete, giudica la Rete. Il blog di Grillo, all’occorrenza, si trasforma in un Minosse digitale, capace di processare per direttissima, come un tribunale del popolo. Gli ultimi a farne le spese sono stati i due deputati del movimento,  Massimo Artini e Paola Pinna. Gli iscritti Cinquestelle dovranno votare a favore o contro l’espulsione motivata dalla “violazione del codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio”. Popolo della Rete, volete voi l'espulsione dei due deputati? Cliccate!  La Rete, giudica la Rete. Un’accusa dalla quale la povera Pinna si difende, naturalmente attraverso la Rete. “Quanto apparso poco fa sul blog di Grillo - attacca la deputata sulla sua pagina Facebook - è falso. Per non parlare di quella che è una vera e propria sospensione dello stato di diritto. Il sondaggio sull’espulsione è una violazione delle regole perché non passa dall’assemblea, perché si danno informazioni false e perché c'è solo una versione. Non è vero che mi son tenuta i soldi ma ho versato la parte prevista al Fondo di garanzia per le Pmi e la Caritas. Ho versato la parte dell'indennità parlamentare  prevista dal codice di comportamento al Fondo di garanzia per le Pmi e i risparmi sui rimborsi forfettari di soggiorno a Roma alla Caritas. Perché c’è chi sta molto peggio di chi ancora può chiedere un prestito seppur assistito da garanzia dello Stato: c’è anche chi ha chiuso l’attività e chi ha perso il lavoro o non l'ha mai avuto”. Poi la deputata Pinna conclude: “Sul mio blog www.paolapinna.it sono caricate le contabili dei bonifici fino al mese di settembre, tre mesi in più rispetto al blog”. In questa vicenda, come in tutte le vicende legate ai Cinque Stelle Internet i social networks fanno la loro parte. Confermandoci quel che già sappiamo, che di per sé non sono uno strumento di democrazia: possono esserlo, ma possono anche divenire strumento di controllo e condizionamento.

A difesa dei due colleghi anche la deputata M5s Patrizia Terzoni. “Beppe”, twitta la parlamentare lanciando  l’hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto. Quii il discorso si fa più conciso a causa dei 140 caratteri. “Espellere Paola Pinna e Massimo Artini? No! Hanno restituito” una parte dell’indennità parlamentare, lo sapete! Diffondete la verità!”. Poi su Facebook aggiunge: “Paola Pinna e Massimo Artini hanno rendicontato e restituito tutto! Lo staff, i capigruppo e tutti noi deputati lo sappiamo! Sono mesi che chiediamo una congiunta sui problemi connessi al 'tirendiconto' e non ci è stata mai e dico mai concessa! Ora questo! Basta!!!”.

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La giustizia di Grillo arriva via Web, come al solito
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