logo san paolo
martedì 25 gennaio 2022
 
Migranti
 

La grande fuga dei bambini

04/09/2015  Sono 106 mila i bambini che hanno cercato rifugio in Europa nei primi sei mesi del 2015, rivela l'Unicef. Un quarto di tutti i profughi.

Un bambino afghano appena arrivato sulle coste della Grecia (Reuters).
Un bambino afghano appena arrivato sulle coste della Grecia (Reuters).

Non è vero che le bugie hanno le gambe corte. Spesso fanno tanta strada, prima di essere smascherate. Sul tema migranti, profughi e immigrazione, una delle tante bugie messe in circolazione dai piazzisti nostrani (di voti e di giornali) è questa: tra i migranti la grande maggioranza è fatta di giovani maschi in età da lavoro; questi arrivano per rubarci benessere e lavoro, altro che profughi.

Chi si occupa di questi temi sa che non è vero. A confermarlo arriva l'Unicef, con questo dato: nei primi sei mesi del 2015 hanno chiesto asilo in Europa 106 mila bambini, pari a un quarto di tutti i richiedenti asilo. Il piccolo Aylan, morto annegato con il fratello Galip nel tentativo di raggiungere le coste greche, non era un'eccezione:  era solo uno di loro, uno dei più sfortunati. Uno che non ha potuto farsi chiudere in un camion o su un vagone piombato, non ha avuto l'onore di strisciare sotto un filo spinato o il piacere di vivere in un campo guardato a vista dalla polizia.

E sarà meglio prepararsi, perché dalla Siria, a causa della guerra, sono fuggiti quasi 2 milioni di bambini. La maggior parte di loro è in Libano, Giordania e Iraq ma molti arriveranno ugualmente in Europa. Lo diciamo adesso nel caso che qualcuno, domani,voglia farci credere che son tutti adulti.

I vostri commenti
4

Stai visualizzando  dei 4 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo