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giovedì 19 maggio 2022
 
DAL CONVENTO DI ASSISI
 

La lampada della pace al segretario generale dell'Onu António Guterres

18/12/2021  La cerimonia, seppure virtuale a causa della pandemia, è avvenuta questa mattina in diretta streaming al Sacro convento di Assisi

«Per la sua instancabile opera di mediazione politica nella complessità del nostro mondo alle prese con tante conflittualità, guerre, ingiustizie e degrado degli esseri umani e del creato; un impegno profuso con uno stile dialogico e cordiale, uno stile di umanesimo fraterno. Nel processo di trasformazione reso oggi ancor più necessario, l’Onu ha un ruolo decisivo come laboratorio di pace: è infatti urgente ripensare il futuro della nostra casa comune e del nostro comune progetto». Sono le motivazioni con le quali i frati del Sacro Convento di Assisi hanno consegnato il 18 dicembre, al segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, la “Lampada della pace”, il riconoscimento che ogni hanno la comunità francescana assegna a una personalità che rappresenti i valori del dialogo e della pace, «con l’intento di restituire l’essenzialità del messaggio francescano: il vetro dell’ampolla simboleggia la purezza e la limpidezza mentre l'olio significa medicazione e rinascita». La lampada che viene consegnata è la copia esatta di quella che arde perennemente sulla tomba del Santo Patrono d'Italia.

 

«San Francesco d'Assisi era un autentico visionario, la cui idea olistica di pace continua a essere valida oggi quanto lo era ai suoi tempi, ottocento anni fa», ha detto Guterres ringraziando per il riconoscimento conferitogli, «Il Santo patrono dell'ecologia ha molto da insegnarci a proposito della riconciliazione dell'uomo con la natura», ha sottolineato. "Il nostro modello produttivo non sostenibile e le nostre abitudini consumistiche  stanno provocando una triplice crisi planetaria, che si manifesta con squilibri climatici, una catastrofica perdita di biodiversità e livelli di inquinamento tali da uccidere ogni anno milioni di persone. La guerra che abbiamo dichiarato alla natura sta mettendo in pericolo la vita umana sulla terra, oltre che la vita di molte altre specie animali e vegetali. I cambiamenti climatici provocano incendi boschivi, inondazioni, siccità e altri fenomeni meteorologici estremi che colpiscono ogni continente. Obbligano le persone a competere per accaparrarsi risorse sempre più scarse come l'acqua potabile e i terreni fertili, in circostanze che facilmente possono sfociare in conflitti. L'anno scorso oltre 30 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di catastrofi climatiche, trovando ricovero in molti casi in altri paesi interessati dall'emergenza climatica. La triplice crisi planetaria esige un intervento immediato da parte di tutti: governi, organizzazioni internazionali, imprese, città, singoli individui. Abbiamo bisogno di una solidarietà globale, non soltanto per ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 45 percento entro il 2030, ma per sostenere le comunità e i paesi che annaspano sotto l'urto di questa crisi (...) San Francesco l'aveva capito: esiste un profondo nesso tra una vita vissuta in armonia con l'ambiente e la pace tra gli uomini».

 
 
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