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venerdì 26 febbraio 2021
 
Bullismo
 

«La malattia le crea gravi difetti fisici e in classe la emarginano e la deridono»

12/11/2020 

Sono mamma di una bimba di 11 anni affetta da una malattia genetica rara che colpisce lo scheletro. La bimba ha affrontato fin qui abbastanza serenamente le numerose visite e interventi chirurgici a cui è stata sottoposta. Il problema è che in classe viene sovente presa in giro e derisa dalle compagne per i suoi difetti fisici. È una bimba molto sensibile, introversa e un po’ timida, per cui soffre molto del comportamento delle compagne. Io non so bene come aiutarla: ho paura che si chiuda, si isoli sempre più e venga emarginata, come posso aiutarla?

CATERINA

Gentile Caterina, la prima cosa da fare è parlare con le docenti del gruppo classe frequentato da tua figlia. Spiega loro con tranquillità quello che tua figlia ti racconta. Definisci bene il cosa e il come degli eventi che l’hanno resa vittima di bullismo, spiegando che non vi interessa che i colpevoli vengano puniti, bensì che per voi è importante che in classe si impari a costruire un clima inclusivo e rispettoso di ogni persona in essa presente. Probabilmente i docenti, alla luce dei tuoi racconti, agiranno su due fronti: da una parte attenzioneranno molto di più gli stili relazionali e i comportamenti scorretti dei compagni, intervenendo ogni qualvolta constatino il verificarsi di qualcosa che non va. Ma si attiveranno anche per promuovere un progetto di classe per la prevenzione del bullismo, aiutando i ragazzi a sviluppare un clima empatico e inclusivo verso tutti. Potrebbe essere utile proporre la visione del film Wonder e la lettura condivisa in classe di un libro come Io sono Ava di E. Stewart (Garzanti), che racconta la storia di una adolescente con il corpo deformato da cicatrici dovute a un incendio che ha distrutto la sua famiglia, ma non la sua vita. Il romanzo ne narra in modo coinvolgente e divertente la resilienza e la capacità con cui Ava sa far fronte alla sua storia e a chi la prende in giro. Infine, penso che sia molto importante che la ragazza, proprio all’ingresso in preadolescenza, possa contare su un supporto psicologico. Probabilmente l’équipe multidisciplinare che già vi sta seguendo per il problema genetico saprà indicarvi uno specialista che possa sostenere la ragazza nell’affrontare le molte sfide evolutive che l’attendono. Ciò che le serve ora è rinforzarsi nell’acquisizione di competenze prosociali e assertive, così da conquistare un senso di sana auto-efficacia che non la faccia sentire intrappolata e in balia nei molti limiti che la malattia di cui soffre potrebbe farle sperimentare non solo a livello organico, ma anche psicologico, emotivo e relazionale.

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Io sono Ava

Era una ragazza che adorava cantare. Era una ragazza con tanti amici. Ora è solo la ragazza con le cicatrici. E passato un anno dall'incendio in cui ha perso i genitori...

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