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sabato 24 febbraio 2024
 
L'analisi
 

La manovra per le famiglie: adelante con juicio

17/10/2023  Stanziato circa un miliardo di euro (cifra ancora insufficiente ma non proprio marginale) per  rafforzare l’assegno unico, sostenere la frequenza agli asili nido, supportare la madre lavoratrice. Si tratta di interventi di aggiustamento, ma solo una radicale innovazione strutturale di lungo periodo aiuterebbe le famiglie e contrasterebbe la denatalità. Manca, inoltre, qualunque impegno in merito alla riforma fiscale

La manovra economica presentata ieri dal Governo per il 2024 ha inevitabilmente suscitato un intenso confronto/scontro, sia tra le parti politiche che nell’intero Paese. Quando la coperta è corta, tutti cercano di tirarla dalla propria parte, e tutti poi si lamentano – magari anche chi è riuscito a coprirsi un po’ più degli altri. Nessuna sorpresa, in questo – chi governa sostiene di aver fatto tutto il possibile (e anche qualcosina in più…), chi è all’opposizione critica le priorità, la quantità di risorse, le modalità operative, e ogni cittadino, alla fine, fa fatica a capire quanto e come queste scelte politiche potranno migliorare o peggiorare la sua situazione personale e familiare.

Valutare l’impatto della manovra sulla vita delle famiglie è ancora più complicato, perché non basta analizzare le misure esplicitamente rivolte alla famiglia, ma occorre rileggere l’intera manovra nel suo complesso. Il taglio del cuneo fiscale, ad esempio, sicuramente ha un impatto positivo sui redditi delle famiglie (almeno per quelle sotto i 25.000 e i 35.000  Euro), pur essendo misura squisitamente lavoristica e “insensibile” alle caratteristiche della famiglia (infatti non cambia affatto secondo i carichi familiari). Così come gli incentivi all’assunzione dei giovani offrono un oggettivo beneficio alle famiglie in cui vivono i giovani senza lavoro, ma non sono necessariamente a misura di famiglia.

Le misure specificamente familiari, in ogni caso, sono presenti in misura significativa (la cifra allocata pare essere attorno al miliardo di Euro; cifra probabilmente ancora insufficiente, ma non proprio marginale), e fortunatamente sono articolate su diversi strumenti: nel rafforzamento dell’assegno unico per il terzo figlio, nel sostegno alla frequenza agli asili nido, nel supporto alla madre lavoratrice: in quest’ultimo caso, tramite una decontribuzione per le madri con due figli fino ai dieci anni di età del figlio, che diventa permanente se con tre figli o più (fino ai 18 anni del più piccolo). In altre parole, i contributi previdenziali per queste madri le paga lo Stato, non più la lavoratrice madre.

In sintesi: la manovra configura – in positivo – uno sforzo mirato per sostenere prioritariamente le condizioni familiari collegate con la cura dei bambini, con un esplicito – e virtuoso – collegamento con l’obiettivo di sostenere e rilanciare la natalità tramite una serie differenziata di sostegni (risorse economiche dirette, ma anche servizi e sostegni per il futuro delle madri). Tuttavia – e questo ci pare un fattore di incertezza – gli interventi sembrano riproporre la logica di una “riforma con il cacciavite” (espressione non proprio fortunata, che il Ministro Fioroni lanciò nel 2006 rispetto agli interventi sui sistemi scolastici), secondo cui non servono interventi strategici e di lungo periodo, ma piccoli e ragionati cambiamenti, purché nella direzione giusta.

Non è qui il luogo per dire se poi il lavoro di fino, con il cacciavite, nella scuola, abbia riportato grandi risultati, rispetto ai ricorrenti grandi proclami di riforme di sistema; possiamo però ribadire che la condizione di difficoltà delle famiglie e l’emergenza natalità nel nostro Paese non possono essere contrastate con piccoli interventi di aggiustamento, ma solo con una radicale e tenace scelta strategica di innovazione strutturale di lungo periodo dell’intero sistema delle politiche. Manca ad esempio qualunque impegno in merito alla riforma fiscale e al suo essere più o meno “a misura di famiglia” (anche se probabilmente altri tavoli parlamentari affronteranno questo tema). Naturalmente meglio un piccolo passo nella giusta direzione che la totale assenza di attenzione; però non bisogna nemmeno nascondersi che, come la diligenza del Gran Cancelliere Ferrer nella folla di Milano nei Promessi Sposi, le politiche familiari stanno tuttora andando, in modo contraddittorio, con una lenta fretta: “adelante, Pedro, con juicio”. Ma forse non abbiamo più tutto questo tempo.

*Direttore del Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

 
 
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