Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
mercoledì 17 aprile 2024
 
 

La maratona di raccolta firme

04/12/2013  Fino al 22 dicembre Amnesty invita i suoi sostenitori ad aderire agli appelli a favore di persone sottoposte a violazioni dei diritti umani

Messico: Miriam López, 30 anni e madre di quattro bambini cerca giustizia per gli abusi subiti. È stata torturata e violentata da soldati messicani e imprigionata per sette mesi sulla base di accuse false.

Tunisia: A marzo 2012, Jabeur Mejri è stato condannato a sette anni e mezzo di carcere in relazione ai contenuti di articoli e una vignetta riguardanti il Profeta Maometto che aveva postato sulla sua pagina Facebook.

Etiopia: Il giornalista Eskinder Nega sta scontando una condanna a 18 anni di carcere con l’accusa di “terrorismo”, formulata nei suoi confronti nel 2011 dopo che aveva criticato il suo governo in discorsi pubblici e articoli.

Cambogia: Yorm Bopha è un’attivista per il diritto a un alloggio adeguato della comunità del lago Boeung Kak, Phnom Penh. È stata arrestata il 4 settembre 2012 e, a dicembre, condannata a tre anni di carcere sulla base di accuse false. Il 22 novembre 2013 è stata rilasciata su cauzione ma il suo caso non è chiuso.

Bielorussia: Ihar Tsikhanyukan è gay dichiarato e attivista per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti). A febbraio 2013, mentre era in ospedale è stato prelevato da due poliziotti in borghese che lo hanno poi picchiato, insultato e minacciato.

Sono i cinque casi simbolo scelti da Amnesty per la sua maratona di difesa dei diritti umani "Write for rights" che fino al 22 dicembre invita i sostenitori a raccogliere il maggior numero possibile di firme per influenzare le autorità nelle cui mani sono custoditi i destini di queste persone. 

L'obiettivo della campagna 2013 è raggiungere e superare il milione e mezzo di firme raccolte lo scorso anno e provenienti da ogni angolo del pianeta per dare un sostegno concreto a prigionieri di coscienza e attivisti per i diritti umani. Grazie alla forza dirompente nata da "Write for rights" il governo della Repubblica popolare cinese ha concesso alla famiglia di Ghao Zhisheng, avvocato per i diritti umani condannato a tre anni di reclusione per incitamento alla sovversione di fargli visita in carcere. E ancora, il vicepresidente del Guatemala si è impegnato pubblicamente ad aprire un'inchiesta sullo stupro e l'omicidio  della 15enne Maria Isabel Franco, avvenuto nel 2001. 

A fare da corollario all'iniziativa, in occasione del 65° anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani, Amnesty Italia ha organizzato il concerto "Liberi di cantare". Sul palco, a partire dalle ore 22.00, si alterneranno cantanti e musicisti storicamente vicini alle battaglie per la difesa dei diritti umani dell'organizzazione come Jamal Ali e Zanko El arabe blanco, Il Genio e i Mondo Marcio oltre al Collettivo Barrio Nacional.

I vostri commenti
2

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo