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lunedì 08 agosto 2022
 
 

La matematica è roba da maschietti?

28/07/2011  I ricercatori di tre Università italiane hanno scoperto che il pregiudizio delle mamme rende più ardua la materia alle figlie

Le bambine hanno un problema con la matematica: LE mamme pensano che non ne capiscano nulla e che i loro fratelli maschi siano più bravi. E così, quello che in principio è solo un pregiudizio, finisce per avverarsi. Lo sostiene uno studio dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Padova e l’Università di Chieti-Pescara, ha infatti dimostrato che i pregiudizi di genere delle mamme in fatto di matematica pesano realmente sul rendimento scolastico delle figlie. Lo studio è stato pubblicato su Developmental Psychology.

Per capire quanto realmente l’idea fosse diffusa, i ricercatori hanno chiesto ai genitori di 124 bambine tra i 5 e i 7 anni di esprimere la loro opinione. Circa un terzo ha avallato il pregiudizio e per capire se questo influisse sul rendimento delle figlie in matematica, gli scienziati hanno sottoposto le bambine a un test. Prima è stata loro raccontata una storia: alcune hanno ascoltato un racconto incentrato sulla figura femminile, altre un argomento più generico, riassunto alla fine in un disegno fatto dalle stesse bambine. Terminato il test di matematica, si è scoperto che i risultati dipendevano da quanto le mamme mostravano di credere nei pregiudizi - nessuna influenza avevano invece le idee dei papà - e dal tipo di disegno realizzato.

Quelle che avevano disegnato una figura femminile e avevano mamme che mostravano pregiudizi di genere, hanno avuto risultati nel test peggiori fino al 15 per cento e il peggioramento si è registrato solo quando le due variabili (mamme con pregiudizi e disegno di una figura femminile) erano presenti entrambe. L’idea proposta dai ricercatori per spiegare i risultati è che le bambine subiscano lo stereotipo femminile delle mamme (maggiormente se richiamato loro alla mente da un racconto, e quindi dal disegno), e si sentano perciò come “osservate speciali” durante il compito di matematica, commettendo più errori, vittime di ansia da prestazione.

 
 
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