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venerdì 03 dicembre 2021
 
L'UDIENZA
 

La Messa non è spettacolo, ma è rifare il Calvario

22/11/2017  Papa Francesco prosegue la catechesi sulla Messa, memoriale della morte e resurrezione di Gesù, non un momento per chiacchierare e fare commenti.

«La Messa è rifare il Calvario, non è uno spettacolo». Papa Francesco continua la sua catechesi del mercoledì sulla Messa e insiste, come già aveva fatto altre volte, sul fatto che la celebrazione eucaristica non è un momento per fare fotografie o chiacchierare o commentare. Dobbiamo invece ricordarci, dice Bergoglio, che andare a Messa è partecipare alla morte, alla resurrezione e alla ascensione di Gesù. «Con l’immaginazione dobbiamo pensare di andare al Calvario. Ci permetteremo di chiacchierare, di prendere fotografie, di fare un po’ lo spettacolo? No, perché è Gesù. Noi di sicuro staremmo nel silenzio, nel pianto e anche nella gioia di essere salvati. Quando noi entriamo nella chiesa per celebrare la Messa pensiamo a questo: entro al Calvario dove Gesù ha dato la vita per me e così sparisce lo spettacolo». La Messa, insiste il Papa, «ci rende partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e la morte, e dà significato pieno alla nostra vita». Per comprendere questo dobbiamo capire cosa significa «memoriale». Non si tratta di un semplice ricordo delle cose passate, ma un rendere quelle cose vive e presenti a noi oggi. «Proprio così Israele intende la sua liberazione dall’Egitto: ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell’Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinché conformino ad essi la propria vita. Gesù Cristo, con la sua passione, morte, risurrezione e ascensione al cielo ha portato a compimento la Pasqua. E la Messa è il memoriale della sua Pasqua, del suo “esodo”, che ha compiuto per noi, per farci uscire dalla schiavitù e introdurci nella terra promessa della vita eterna».

Per questo è importante partecipare alla Messa, soprattutto la domenica. Perché questo «significa entrare nella vittoria del Risorto, essere illuminati dalla sua luce, riscaldati dal suo calore. Attraverso la celebrazione eucaristica lo Spirito Santo ci rende partecipi della vita divina che è capace di trasfigurare tutto il nostro essere mortale. E, nel suo passaggio dalla morte alla vita, dal tempo all’eternità, il Signore Gesù trascina anche noi con Lui a fare Pasqua. Nella Messa si fa Pasqua, nella messa noi stiamo con Gesù morto e risorto e lui ci trascina davanti alla vita eterna. Nella messa ci uniamo a Lui. Anzi, Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui».

Siamo liberati dalla morte e dalla paura della morte. Gesù, conclude il Papa, «ci libera non solo dal dominio della morte fisica, ma dalla morte spirituale che è il male, il peccato, che ci prende ogni volta che cadiamo vittime del peccato nostro o altrui. E allora la nostra vita viene inquinata, perde bellezza, perde significato, sfiorisce. Cristo invece ci ridà la vita, Cristo è la pienezza della vita, e quando ha affrontato la morte la annientata per sempre». Una morte che avviene per amore. «La Pasqua di Cristo è la vittoria definitiva sulla morte, perché Lui ha trasformato la sua morte in supremo atto d’amore. Morì per amore. E nell’Eucaristia, Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Se lo riceviamo con fede, anche noi possiamo amare veramente Dio e il prossimo, possiamo amare come Lui ha amato noi, dando la vita. Se l’amore di Cristo è in me, posso donarmi pienamente all’altro, nella certezza interiore che se anche l’altro dovesse ferirmi io non morirei; altrimenti dovrei difendermi. I martiri hanno dato la vita proprio per questa certezza della vittoria di Cristo sulla morte. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura».

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