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venerdì 19 aprile 2024
 
Mia figlia bugiarda
 

La mia bambina, bugiarda cronica di 5 anni. Mi preoccupa il suo futuro

08/01/2024  «La mia bambina di 5 anni dice molte bugie. Mi sembra che a volte nemmeno se ne accorga» Leggi la risposta di Alberto Pellai

La mia bambina di 5 anni dice molte bugie. Mi sembra che a volte nemmeno se ne accorga. Messa di fronte all’evidenza, spesso nega anche quella. Continua a inventarsi storie. Non è che passa tutta la vita a dire bugie, però ci domandiamo se questo tratto della sua personalità non rischi a lungo andare di mettere a repentaglio la sua crescita oppure la sua credibilità e affidabilità con gli altri bambini e persone di riferimento. Dobbiamo intervenire quando dice una bugia? Dobbiamo sgridarla? Dobbiamo farle chiedere scusa?

MARIUCCIA

 

Leggi la risposta di Alberto Pellai

– Cara Mariuccia, nelle bugie dei bambini in età prescolare e scolare ci sono molte cose diverse. Tanto per cominciare, fi no ai sei anni c’è in azione il pensiero magico, ovvero un modo di guardare la realtà totalmente scollegato dal principio di verità. La bugia, la falsifi cazione magica è una chiave con cui il bambino usa la fantasia per stare al mondo nel modo in cui è capace.

Ci sono le fate e ci sono i fantasmi, ci sono le pozioni magiche e i pirati che solo lui ha visto, quando di sera entra nella sua stanza. Questi aspetti sono tipici dell’età e tenderanno a scomparire negli anni a venire. Del resto, noi genitori, su questi aspetti costruiamo molte narrazioni bellissime, a nostra volta: Babbo Natale e la fatina dei denti non ne sono un esempio eclatante? Poi ci sono le bugie con cui i bambini provano a costruire un mondo a proprio piacere, in cui sono al riparo dal giudizio e dalle delusioni. Queste bugie sono un modo per provare a vivere senza dolore e senza correre alcun pericolo.

Lo racconta molto bene A. Siracusano nel libro Perché mentiamo. Cosa raccontano le bugie (Cortina), in cui incrocia le diverse tappe dell’età evolutiva e ci fornisce molte chiavi di lettura per comprendere il bisogno della bugia o il ricorso a essa nelle differenti fasi della crescita. È chiaro che la bugia è una dimensione che, crescendo, si deve imparare ad abbandonare e che non deve rappresentare il fulcro con cui affrontiamo il mondo esterno, che ci chiede di aderire al principio di realtà e di assumerci la responsabilità delle nostre azioni.

Ma è anche vero che alcune bugie, in adolescenza per esempio, vengono dette per proteggere un amico di cui non si vuole che gli adulti conoscano alcuni segreti. Di fronte a questo tipo di menzogne non serve considerare inaffi dabile un figlio adolescente. Serve invece dialogare, comprendere il valore simbolico rappresentato dalla sua bugia e aiutarlo a comprendere come sia necessario mantenere l’alleanza con l’adulto.

 
 
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